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GRANJA VIANNA PROMOVE EXPOSICAO INEDITA DE ARTE CONTEMPORANEA – Curador Rogerio Bucci, Shopping Granja Vianna, Sao Paulo do Brasil - Texto de Livia Bucci - Inteligemcia, Media Mundo Marketing, Sao Paulo do Brasil, 23 Aug. - 11 Sept 2011



De 23/08 a 11/09 empreendimento abriga pinturas, esculturas e fotos de mais de 30 artistas.

Entre agosto e setembro, o Shopping Granja Vianna promoverá uma ação inédita para oferecer ainda mais lazer e cultura aos seus visitantes.

No período de 23/08 a 11/09, o empreendimento abriga a primeira edição da Exposição de Arte Contemporânea, realizada em parceria com a galeria Spazio Surreale.

A exibição contará com a participação de mais de trinta artistas com obras em telas, esculturas e fotografias. “Na ocasião, o público terá a oportunidade de entrar em contato com o legado de grandes criadores atuais, como Carlos Araújo, pintor que se especializou em quadros com abstrações de temas bíblicos e cujo trabalho é reconhecido internacionalmente”, afirma Rogério Bucci, curador da mostra.

A exposição estará espalhada pelos pisos, com entrada gratuita. No dia 23, haverá vernissage com presença de Carlos Araújo (foto acima), que apresentará seu novo livro, em formato especial, que compila sua obra.

No mesmo piso do cinema, o Lifestyle, os visitantes podem observar uma obra do grafiteiro Marcelo Zuffo, que desenvolveu arte exclusiva para o espaço, ilustrando caminho do centro de São Paulo até a Granja Viana, com pontos de destaque da região como o Templo Zulai, o Kartódromo e o próprio centro de compras.

Serviço: 1ª exposição de arte contemporânea do Shopping Granja Vianna de 23/08 a 11/09, de segunda a sábado das 10h às 22h e nos domingos e feriados das 14h às 20h Vernissage: dia 23/08, às 19h30

Artistas participantes: Pintores Carlos Araújo Cecília Braun Celia Rachel Di Langeani Diva Rey Elizabeth Almendra Jacques Mail Joseph Pace Lavínia Lins Leila Limp Lícia Simonetti Olinda Sayon Silvana Panella Simão Abuhab Solange Benevento Tati Egual Thais Benevento Vagner Aniceto


GRANJA VIANNA PROMOVE EXPOSICAO INEDITA DE ARTE CONTEMPORANEA – Curador Rogerio Bucci, Shopping Granja Vianna, Sao Paulo do Brasil - Texto de Rogerio Bucci - Falado de Varejo, Sao Paulo do Brasil, 23 Aug. - 11 Sept 2011



Entre agosto e setembro, o Shopping Granja Vianna promoverá uma ação inédita para oferecer ainda mais lazer e cultura aos seus visitantes.

No período de 23/08 a 11/09, o empreendimento abriga a primeira edição da Exposição de Arte Contemporânea, realizada em parceria com a galeria Spazio Surreale. A exibição contará com a participação de mais de trinta artistas com obras em telas, esculturas e fotografias.

“Na ocasião, o público terá a oportunidade de entrar em contato com o legado de grandes criadores atuais, como Carlos Araújo, pintor que se especializou em quadros com abstrações de temas bíblicos e cujo trabalho é reconhecido internacionalmente”, afirma Rogério Bucci, curador da mostra. A exposição estará espalhada pelos pisos, com entrada gratuita. No dia 23, haverá vernissage com presença de Carlos Araújo que apresentará seu novo livro, em formato especial, que compila sua obra.

Serviço: Evento: 1ª exposição de arte contemporânea do Shopping Granja Vianna Data: de 23/08 a 11/09, Horário: de segunda a sábado das 10h às 22h e nos domingos e feriados das 14h às 20h Vernissage: dia 23/08, às 19h30

Artistas participantes: Pintores Carlos Araújo Cecília Braun Celia Rachel Di Langeani Diva Rey Elizabeth Almendra Jacques Mail Joseph Pace Lavínia Lins Leila Limp Lícia Simonetti Olinda Sayon Silvana Panella Simão Abuhab Solange Benevento Tati Egual Thais Benevento Vagner Aniceto


DUE CITTADINI DI ANZIO AMBASCIATORI DELL’ARTE – By Ornella Galardo, Mensile Quattrocchi Lavinio, Anzio, Sept. 2011



Il Brasile non è solo una grande nazione: è il continente vario e affascinante che piace tanto agli italiani e che si sta imponendo sulla scena mondiale non solo nell’economia ma anche nel variegato settore dell’arte.

Granja Vianna è un grande centro sito alla porte della megalopoli di San Paolo della Brasile e che in questi giorni ospita la “Prima Rassegna d’Arte Contemporanea” a cui partecipano una trentina di artisti alcuni del calibro di Carlos Araujos, Joseph Pace, Margherita Barroso e Marila Dib, artisti già noti in Italia e in Europa per aver esposto oltre che alle Biennali internazionali di Firenze e Roma, anche nella nostra città di Anzio, al Paradiso sul Mare e a Nettuno a Forte Sangallo.

Ma perché dunque un articolo per una mostra brasiliana ? Lo facciamo per far illuminare meglio due personalità originarie Anzio molto note in Brasile: si tratta di Rogerio Bucci e Livia Bucci che, con il loro contributo culturale, danno lustro e fanno conoscere meglio la nostra città nel mondo.

Rogerio Bucci è da molti anni un affermato professionista a San Paolo nel settore dell’arte ed è il curatore dell’evento allestito a Grana Vianna; mentre la galleria di riferimento dell’evento è “Spazio Surreale” di San Paolo del Brasile, è diretta dall’ambasciatrice dell’arte italo-brasiliana Livia Bucci, la nota personalità dell’arte e della cultura innamoratissima di Anzio dove vi trascorre uno o due mesi l’anno. Membro di commissione per le Biennali Internazionali d’Arte Contemporanea di Roma e di Firenze, l’ambasciatrice Bucci, tra tanti eventi internazionali, ha voluto anche portare ad Anzio e artisti e talenti già noti in Brasile al Paradiso sul Mare con la mostra “Arte Brasiliana” o con le belle personali di Marilda DiB e di Joseph Pace allestite nelle cinquecentesche sale di Forte Sangallo a Nettuno.

L’evento brasiliano è stato presentato da un’altra personalità d’eccezione: l’erudito Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte, scrittore, direttore del Museo de Arte a San Paolo e Soprintendente al patrimonio culturale dello Stato di San Paolo del Brasile che, sulla rivista brasiliana Elite International, ha di recente pubblicato un bell’articolo su Anzio e la sua storia.

Rogerio Bucci, l’organizzatore dell’evento, dice: “Questa manifestazione è una forma di viaggio tra culture e storie diverse del “Continente Brasile”, ma assimilate, legittimamente, in una stessa valorizzazione. Gli artisti selezionati, si possono ritenere, a buon diritto, eccellenti rappresentanti del panorama artistico brasiliano e internazionale. Dimostrano di vivere e di praticare l’arte, se pur con stili diversi, convinti che l’arte sia il mezzo più antico e più semplice di esprimere un’interpretazione “più contemporanea” del mondo e della vita.”

Grazie all’impegno dei nostri due concittadini Rogerio e Livia, Granja Vianna è riuscito a smuovere la città di San Paolo dal suo proverbiale traffico automobilistico, creando un nuovo centro d’arte internazionale che stupisce per buon gusto, eleganza e raffinatezza.

All’inaugurazione erano anche presenti personalità della politica e del mondo dell’arte che hanno presieduto alla premiazione degli artisti che hanno ricevuto una medaglia e una pergamena.


CATALOGO: Joseph Pace, Filtranisme – Introduzione di Giampiero Pecade, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione della Città di Nettuno - Testo di Livia Bucci - Tibercopia, Roma, 1 Luglio 2011



di Giampiero Pedace


E’ con particolare piacere che accolgo l’invito ad introdurre la Mostra Filtranisme di Joseph Pace, innovativo ed impegnato artista italiano, proiettato verso il panorama artistico internazionale.

Il suo contributo artistico è duplice e si esprime da un lato attraverso l’impegno culturale, che viene ripreso e sottolineato dal titolo stesso della mostra Filtranisme , dal nome della corrente filosofica e artistica che egli fonda a Parigi sul finire degli anni ’80; dall’altro, attraverso l’espressione dell’intima sensibilità della sua indole di artista, intimamente legato a significative correnti artistiche. Un impegno ed una sensibilità che si esprimono anche in altri campi culturali, come la poesia e la drammaturgia.

Le tele di Joseph Pace non sono opera di chi vuole spiegare una volta per tutte il mondo a chi guarda, bensì, grazie ad un continuo rinnovamento sia nello stile che nella tecnica, un invito a guardare l’esistenza nelle sue molteplici e mutevoli manifestazioni.

Ritengo che il Forte Sangallo sia una degna cornice per ospitare, a Nettuno, la Mostra Filtranisme e che per la città sia un importante momento culturale accogliere e far conoscere un artista eclettico e di livello internazionale, che ha già esposto in vari paesi d’Europa e del Sud America, come Joseph Pace.


di Livia Bucci



In occasione delle mostre del 2010 di Joseph Pace allestite al CRC e al Museo de Arte del Parlamento San Paolo del Brasile, Emanuel von Lauenstein Massarani, soprintendente ai Beni culturali e artistici dello Stato di San Paolo, ci dice: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Il percorso della Mostra “Joseph Pace Filtranisme” si apre con una panoramica sulla produzione di questo artista internazionale con le grandi incisioni (figurative) su linoleum, successivamente elaborate su tela al computer, e una selezione di olii “informali” del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America.


MOSTRA ISTITUZIONALE DI Joseph Pace A NETTUNO – By Marcello Paris - Il Clandestino, Settimanale di attualità di del litorale laziale, Nettuno, 11 Luglio 2011



E’ a Forte Sangallo di Nettuno, che il prossimo 11 luglio, si inaugura la mostra Filtranisme di Joseph Pace, poliedrico artista informale (e Filtranista), a cui, lo scorso anno, a San Paolo del Brasile, è stata dedicata una prima esaustiva retrospettiva del suo lavoro al Museo de Arte del Parlamento e successivamente al Consiglio di Contabilità di San Paolo. Più recente è l’omaggio che la Prefettura di Jaguariuna ha voluto dedicare all’artista lombardo con la mostra di maggio scorso O Dinamismo Cosmico do Artista Joseph Pace.

Joseph Pace: classe 1959, artista eclettico, cosmopolita, si è formato in Africa nello Zaire. Studi alla Sorbona di Parigi alla Sapienza e a UniRomaTre di Roma è già noto al nostro pubblico per aver esposto, a dicembre dello scorso anno ad Anzio nella Sala degli Specchi del Paradiso sul Mare nella nell’ambito della rassegna internazionale di Arte Brasiliana realizzata dal Comune di Anzio.

Filtranisme”, il titolo della mostra, è il nome della corrente filosofica e artistica fondata a Parigi da Joseph Pace, Pablo Maria Landi e Jean-Marc Mayenga, verso la metà degli anni ’80, nel celebre Café de Flore, posto “sur la rive gauche” della Senna, nel quartiere esistenzialista di Sain-Germains-des-Prés. Questo ritrovo diviene immediatamente luogo d’incontro e di dibattito di intellettuali e di artisti sulle tesi del Filtranisme, corrente neoesistenzialista a tutto tondo con una visione globale della vita, che, contro ogni ideologismo e movimentismo, intende riportare l’uomo al centro dell’universo. Potremmo dire che quanto accadde per l’esistenzialismo francese, e cioè di essersi espresso più attravervo le opere di Jean-Paul Sartre, di Simone de Beauvoir e di Albert Camus, che non attraverso un vero e proprio apprato teoretico, accade oggi per le Filtranisme che più si esprime attraverso le opere dei suoi maggiori esponenti che nei prossimi giorni saranno a Nettuno: con le grandi opere dei cicli Atons, Engraving e Idm di Joseph Pace e le Poesie Filtranistes di Pablo Maria Landi.

Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici dello Stato di San, curatore nel 2010 delle mostre retrospettive dedicate a Joseph Pace al Museo de Arte e al Consiglio della Contabilità di Stato a San Paolo del Brasile, così scrive sul Diario do Official do Parlamento de Sao Paulo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Artista cosmopolita legato all’action painting di Pollock e Twombly, alla pop art di Warroll e Lichtenstein come pure alla transavanguardia di Cucchi e Paladino, la ricerca di Joseph Pace viene inizialmente contraddistinta dai c.d. Paysages Filtranistes (1986-1990) caratterizzata dal rapporto uomo-natura; degli anni ’90 è il suo definitivo passaggio all’informale contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) (1990-1993) e dagli Studi di Factor C (1994-1996). Dal 1999 sono in corso le serie IDM (Irremovibilità della Memoria), ENGRAVING (incisioni elaborate con il computer) e ATONS la serie dedicata alla Techno Music: con questa ultima serie di grandi opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse.

Mariastella Margozzi, storica dell’arte contemporanea della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, nel 2008 in occasione di una personale romana del Maestro, ebbe a scrivere: “ […] Contemporaneamente ai cartigli musicali e alla “scrittura” graffiata […], Pace, tuttavia, su questo orizzonte virtuale stende decise e nette, strisce di colore (rosso) purissimo. Non si tratta più di segni strutturanti, come nelle prime opere […], si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte due o tre, quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati […].

Il percorso della mostra inizia con le 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America. I soggetti delle incisioni fanno parte della serie di grandi opere denominate ENGRAVING e rappresentano per la maggior parte elementi figurativi come figure animali e umane. Gli olii sono una ricca selezione delle serie IDM (Irremovibilità della Memoria) e ATONS.

La mostra Filtranisme, che si terrà dall’11 al 17 luglio nelle splendide sale del cinquecentesco Forte Sangallo, è a cura della Città di Nettuno e realizzata con il patrocino dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Nettuno. Da non perdere.


LE Filtranisme, MOSTRA DI Joseph Pace A FORTE SANGALLO A NETTUNO – By Livia Bucci - Quattrocchi su Lavinio Arte, Mensile di attualità di Anzio e Lavinio, Anzio, 4 Luglio 2011



Il prossimo 11 luglio, si inaugura nelle sale cinquecentesche del meraviglioso Forte Sangallo a Nettuno, l’edificio fatto costruire nel 1501 da Papa Alessandro VI, la mostra Filtranisme dell’eclettico artista italiano Joseph Pace. Pace è già noto al nostro pubblico per le sue mostre a Madrid e a Siviglia che per essere presente su molteplici enciclopedie informatiche hispaniche per essere stato il fondatore della corrente filosofica e artistica del filtranismo: negli anni ’80 a Parigi, infatti, Joseph Pace con il poeta Pablo Maria Landi e il medico Jean-Marc Mayenga, fonda le Filtranisme una corrente neoesistenzialista con una visione globale della vita.

Joseph Pace, nato a Morbegno (Italia) nel 1959, e si è formato in Africa nello Zaire ed. Vive e lavora a Roma, Parigi e San Paolo del Brasile. Ha studiato alla Sorbonne de Paris e alla Sapienza e a UniRomaTre di Roma.

Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici a San Paolo, direttore del Museo de Arte e critico d’arte a livello internazionale, curatore nel 2010 delle mostre retrospettive dedicate a Joseph Pace al Museo de Arte e al Consiglio della Contabilità di Stato a San Paolo del Brasile, così ci descrive l’opera del maestro sul Diario do Official do Parlamento de Sao Paulo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Intimamente legato all’action painting di Pollock e Twombly, alla pop art di Warroll e Lichtenstein come pure alla transavanguardia di Cucchi e Paladino, la ricerca di Joseph Pace viene inizialmente contraddistinta dai c.d. Paysages Filtranistes (1986-1990) caratterizzata dal rapporto uomo-natura; degli anni ’90 è il suo definitivo passaggio all’informale contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) (1990-1993) e dagli Studi di Factor C (1994-1996). Dal 1999 sono in corso le serie IDM (Irremovibilità della Memoria), ENGRAVING (incisioni elaborate con il computer) e ATONS la serie dedicata alla Techno Music: con questa ultima serie di grandi opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse.

Mariastella Margozzi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in occasione della personale romana “Impermanenza”: Opere di Joseph Pace, allestita alla Galleria Fidia, così descrive l’artista nella sua introduzione del catalogo: “ […] Contemporaneamente ai cartigli musicali e alla “scrittura” graffiata […], Pace, tuttavia, su questo orizzonte virtuale stende decise e nette, strisce di colore (rosso) purissimo. Non si tratta più di segni strutturanti, come nelle prime opere […], si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte due o tre, quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati […].

Joseph Pace Filtranisme, Nettuno, Forte Sangallo. Tutti i giorni, dall’11 al 17 luglio. Ingresso gratuito.


MOSTRA DI Joseph Pace: LE Filtranisme A FORTE SANGALLO – By Ars Meteo, Eventi Arte, Italia, Torino, Luglio 2011



Il prossimo 11 luglio, si inaugura a Forte Sangallo a Nettuno, la mostra Filtranisme di Joseph Pace, artista italiano proiettato verso il mondo artistico internazionale. La mostra, a cura della Città di Nettuno e con il patrocino dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Nettuno, verrà allestita nelle cinquecentesche sale di Forte Sangallo, edificio fatto costruire nel 1501 da Papa Alessandro VI e dal figlio Cesare Borgia e situato in prossimità del borgo medievale sul mare di Nettuno.

Da poco in Brasile si è conclusa la una mostra istituzionale intitolata “O Dinamismo Cosmico do Artista Joseph Pace” e realizzata a cura dalla Prefettura di Jaguariuna e dall’Assessorato ai Beni Culturali dello Stato di San Paolo, dove sono stati presentati le ultime opere brasiliane. Joseph Pace vive e lavora a Roma, Parigi, e in Brasile a San Paolo e a Fortaleza, città dove il prossimo anno è in programma una sua personale al Museo d’Arte Contemporanea Dragon do Mar.

Pittore, scultore, filosofo, negli anni ’80 a Parigi, assieme al poeta Pablo Maria Landi e al medico Jean-Marc Mayenga, fonda le Filtranisme una corrente filosofica e artistica antimovimentista e neoesistenzialista: in omaggio a una visione globale della vita, da qui il titolo della mostra: Filtranisme.

Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici a San Paolo, direttore del Museo de Arte e critico d’arte a livello internazionale, curatore nel 2010 delle mostre retrospettive dedicate a Joseph Pace al Museo de Arte e al Consiglio della Contabilità di Stato a San Paolo del Brasile, così ci descrive l’opera del maestro sul Diario do Official do Parlamento de Sao Paulo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Mariastella Margozzi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in occasione della personale romana “Impermanenza”: Opere di Joseph Pace, allestita alla Galleria Fidia, così descrive l’artista nella sua introduzione del catalogo: “ […] Contemporaneamente ai cartigli musicali e alla “scrittura” graffiata […], Pace, tuttavia, su questo orizzonte virtuale stende decise e nette, strisce di colore (rosso) purissimo. Non si tratta più di segni strutturanti, come nelle prime opere […], si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte due o tre, quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati […].

Joseph Pace è un artista intimamente legato all’action painting come pure alla pop art, la cui ricerca è contraddistinta dapprima dai c.d. Paysages Filtranistes (1986-1990) caratterizzata dal rapporto uomo-natura che si poi sviluppa negli anni ’90 con il passaggio dal figurativo all’informale, contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) e dagli Studi di Factor C. Dal 1997 è in corso IDM (Irremovibilità della Memoria) e l’ultima serie di grandi opere ATONS dedicata alla Techno Music. Con questa serie di opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse. “Mi ritengo il testimone attivo di un edonismo tragico che contraddistingue il nostro tempo. E’ l’anonimato sociale della strada che getta attraverso me i suoi riflessi di culture dominanti.”

In questi momenti di crisi culturale e individuale, la mostra Filtranisme e l’opera di Joseph Pace, rappresentano un faro nelle tempesta, una luce di speranza e di riflessione. Le sale di Forte Sangallo accoglieranno questa ampia panoramica della produzione di questo colto e apprezzato artista internazionale.

Il percorso inizia con 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America. I soggetti delle incisioni sono per lo più elementi figurativi, selezionati tra quelli degli anni ’90, dove spiccano figure umane e di animali. Gli olii sono una ricca selezione di momenti diversi di IDM e ATONS.

Il catalogo della mostra, a cura di Livia Bucci, è presentato con testi di Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura di Nettuno e contiene le opere selezionate tra le grandi incisioni elaborate al computer su tela.

Opere di Joseph Pace sono presenti all’Assembleia Legislativa do Estado de São Paulo (Brasile) - Museo de Arte do Parlamento de São Paulo (Brasile) - ISIS International Society, Roma (Italia) - Ajuntamiento de Sevilla, Siviglia (Spagna) - Fondazione Francesco Pesce, Matera (Italia) - Collezione del Consiglio di Contabilità di Stato di San Paolo (Brasile) - Teatro Municipal Alameda de Sevilla, Siviglia (Spagna) - Prefettura di Jaguarìuna (Brasile) - Museo de Arte, Mar del Plata, (Argentina) - Teatro Municipal, Jaguariuna (Brasile) - Prima Università di Roma (Italia) - Archivio Antonio Cardile, Roma (Italia).

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 dalle 17 alle 21. L'ingresso è gratuito


MOSTRA DI Joseph Pace: LE Filtranisme A FORTE SANGALLO – By Ars Meteo, Eventi Arte, Italia, Torino, Luglio 2011



Il prossimo 11 luglio, si inaugura a Forte Sangallo a Nettuno, la mostra Filtranisme di Joseph Pace, artista italiano proiettato verso il mondo artistico internazionale. La mostra, a cura della Città di Nettuno e con il patrocino dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Nettuno, verrà allestita nelle cinquecentesche sale di Forte Sangallo, edificio fatto costruire nel 1501 da Papa Alessandro VI e dal figlio Cesare Borgia e situato in prossimità del borgo medievale sul mare di Nettuno.

Da poco in Brasile si è conclusa la una mostra istituzionale intitolata “O Dinamismo Cosmico do Artista Joseph Pace” e realizzata a cura dalla Prefettura di Jaguariuna e dall’Assessorato ai Beni Culturali dello Stato di San Paolo, dove sono stati presentati le ultime opere brasiliane. Joseph Pace vive e lavora a Roma, Parigi, e in Brasile a San Paolo e a Fortaleza, città dove il prossimo anno è in programma una sua personale al Museo d’Arte Contemporanea Dragon do Mar.

Pittore, scultore, filosofo, negli anni ’80 a Parigi, assieme al poeta Pablo Maria Landi e al medico Jean-Marc Mayenga, fonda le Filtranisme una corrente filosofica e artistica antimovimentista e neoesistenzialista: in omaggio a una visione globale della vita, da qui il titolo della mostra: Filtranisme.

Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici a San Paolo, direttore del Museo de Arte e critico d’arte a livello internazionale, curatore nel 2010 delle mostre retrospettive dedicate a Joseph Pace al Museo de Arte e al Consiglio della Contabilità di Stato a San Paolo del Brasile, così ci descrive l’opera del maestro sul Diario do Official do Parlamento de Sao Paulo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Mariastella Margozzi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in occasione della personale romana “Impermanenza”: Opere di Joseph Pace, allestita alla Galleria Fidia, così descrive l’artista nella sua introduzione del catalogo: “ […] Contemporaneamente ai cartigli musicali e alla “scrittura” graffiata […], Pace, tuttavia, su questo orizzonte virtuale stende decise e nette, strisce di colore (rosso) purissimo. Non si tratta più di segni strutturanti, come nelle prime opere […], si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte due o tre, quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati […].

Joseph Pace è un artista intimamente legato all’action painting come pure alla pop art, la cui ricerca è contraddistinta dapprima dai c.d. Paysages Filtranistes (1986-1990) caratterizzata dal rapporto uomo-natura che si poi sviluppa negli anni ’90 con il passaggio dal figurativo all’informale, contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) e dagli Studi di Factor C. Dal 1997 è in corso IDM (Irremovibilità della Memoria) e l’ultima serie di grandi opere ATONS dedicata alla Techno Music. Con questa serie di opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse. “Mi ritengo il testimone attivo di un edonismo tragico che contraddistingue il nostro tempo. E’ l’anonimato sociale della strada che getta attraverso me i suoi riflessi di culture dominanti.”

In questi momenti di crisi culturale e individuale, la mostra Filtranisme e l’opera di Joseph Pace, rappresentano un faro nelle tempesta, una luce di speranza e di riflessione. Le sale di Forte Sangallo accoglieranno questa ampia panoramica della produzione di questo colto e apprezzato artista internazionale.

Il percorso inizia con 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America. I soggetti delle incisioni sono per lo più elementi figurativi, selezionati tra quelli degli anni ’90, dove spiccano figure umane e di animali. Gli olii sono una ricca selezione di momenti diversi di IDM e ATONS.

Il catalogo della mostra, a cura di Livia Bucci, è presentato con testi di Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura di Nettuno e contiene le opere selezionate tra le grandi incisioni elaborate al computer su tela.

Opere di Joseph Pace sono presenti all’Assembleia Legislativa do Estado de São Paulo (Brasile) - Museo de Arte do Parlamento de São Paulo (Brasile) - ISIS International Society, Roma (Italia) - Ajuntamiento de Sevilla, Siviglia (Spagna) - Fondazione Francesco Pesce, Matera (Italia) - Collezione del Consiglio di Contabilità di Stato di San Paolo (Brasile) - Teatro Municipal Alameda de Sevilla, Siviglia (Spagna) - Prefettura di Jaguarìuna (Brasile) - Museo de Arte, Mar del Plata, (Argentina) - Teatro Municipal, Jaguariuna (Brasile) - Prima Università di Roma (Italia) - Archivio Antonio Cardile, Roma (Italia).

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 dalle 17 alle 21. L'ingresso è gratuito


Joseph Pace, "Filtranisme" A FORTE SANGALLO A NETTUNO – Mostra Città di Nettuno, con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione. By Pressrelease, Guida agli Eventi Culturali, Undo Net, 1 Luglio 2011



La mostra presenta 15 olii e 7 incisioni elaborate al computer dell'artista intimamente legato all'informale, alla pop art come all'action painting.

Lunedì 11 luglio a Forte Sangallo a Nettuno, si inaugura la mostra di Joseph Pace, artista italiano proiettato verso il mondo artistico internazionale. La mostra presenta 15 olii e 7 incisioni elaborate al computer dell’artista intimamente legato all’informale, alla pop art come all’action painting. Catalogo con testi di Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura di Nettuno e di Livia Bucci.

La Mostra è dedicata a l’artista italiano Joseph Pace proiettato verso il mondo artistico internazionale e massimo esponente del Filtranisme, la corrente filosofica e artistica neoesistenzialista che egli fonda a Parigi negli anni 80.

L’evento offre una panoramica sulla recente produzione di questo artista legato all’informale, all’action painting e alla pop art. Lo scorso anno, personali di Joseph Pace sono state allestite al Museo de Arte del Parlamento a San Paolo del Brasile e al Consiglio della Contabilità di Stato di San Paolo. Sempre in Brasile, quest’anno si è recentemente chiusa la personale Filtranisme del Maestro allestita dalla Prefettura di Jaguarìuna negli spazi espositivi “Candido Potinari” del Teatro Municipale, dove sono state presentate recenti opere del Maestro Lombardo che ora saranno visibili anche a Nettuno.

Il percorso della mostra si apre con 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America. Lombardo di Morbegno, Joseph Pace, classe 1959, viene avviato alle arti figurative da Antonio Cardile, artista della Scuola Romana. Vive e lavora a Roma, Parigi e San Paolo del Brasile.

Dal 1986, la sua ricerca espressiva è contraddistinta dapprima dai c.d. Paysages Filtranistes; degli anni novanta, il suo passaggio dal figurativo all’informale è contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) a cui succedono gli Studi di Factor C; dal 1999 è in corso IDM (Irremovibilità della Memoria) e l’ultima serie di grandi opere, Atons.

In occasione delle recenti mostre Brasiliane, così lo descrive Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici e Culturali dello Stato di San Paolo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”

Forte Sangallo, via Gramsci, 10 - Nettuno (RM)
Tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 dalle 17 alle 21 - Ingresso libero


MOSTRA ISTITUZIONALE DI Joseph Pace A FORTE SANGALLO A NETTUNO – Mostra Città di Nettuno, con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione. By Comunitalia.eu, Eventi, Tutto il bello dell'Italia, 26 Giugno 2011



Mostra a cura dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Nettuno.

Lunedì 11 luglio a Forte Sangallo a Nettuno, si inaugura la mostra di Joseph Pace, artista italiano proiettato verso il mondo artistico internazionale. La mostra presenta 15 olii e 7 incisioni elaborate al computer dell’artista intimamente legato all’informale, alla pop art come all’action painting. Catalogo con testi di Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura di Nettuno e di Livia Bucci.

La mostra di Joseph Pace offre una panoramica sulla recente produzione dell’artista legato all’action painting e alla pop art. Lo scorso anno, sue personali sono state allestite al Museo de Arte del Parlamento a San Paolo del Brasile e al Consiglio della Contabilità di Stato di San Paolo. Sempre in Brasile, quest’anno si è recentemente chiusa la personale Filtranisme del Maestro allestita dalla Prefettura di Jaguarìuna negli spazi espositivi “Candido Potinari” del Teatro Municipale, dove sono state presentate recenti opere del Maestro Lombardo che ora saranno visibili anche a Nettuno.

Massimo esponente parigino del Filtranisme, la ricerca pittorica di Joseph Pace è influenzata da Hans Hartung, Cy Twombly, Jackson Pollok, Emilio Vedova e, successivamente, dalla Transavanguardia. Significativi gli incontri del periodo parigino con la nouvelle filosofie di André Glucksmann e Bernard-Heny Lèvy e con il “Teatro-Panico” del cileno Alejandro Jodorovsky. Trasferitosi a Torino crea le sue prime sculture astratte. Nei titoli dei suoi dipinti scompare il filone c.d. figurativo-Filtraniste e prendono a comparire riferimenti informali più elaborati e dai colori vivaci e densi, spesso caratterizzati da strisce verticali di colore puro. Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Boncompagni-Ludovidi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, ricorda che gli interventi monocromi verticali nell’opera di Joseph Pace, rappresentano “non sbarre, ma cesure” dell’inquietudine postmoderna contemporanea. Invitato a esporre nel 2010 in Brasile dal Soprintendente ai Beni Culturali e Artistici di San Paolo, Emanuel von Lauenstein Massarani, si organizza la prima retrospettiva della sua arte con due mostre, al Consiglio di Contabilità di Stato e al Museo de Arte al Parlamento di San Paolo. Quest’anno si è recentemente chiusa la sua mostra alla Prefettura di Jaguariuna.

Forte Sangallo si trova in Via Gramsci, 10, lungomare di Nettuno. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 09,30 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 21,00 - Ingresso gratuito

Il Catalogo della Mostra "Joseph Pace, Filtranisme" ha testi di Giampiero Pedace Assessore alla Cultura di Nettuno e di Livia Bucci, Edizioni Tibercopia, Roma, Luglio 2011


Filtranisme. MOSTRA ISTITUZIONALE DI Joseph Pace A FORTE SANGALLO A NETTUNO – Mostra con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, Città di Nettuno. By Arte Go, Archiviazione di Eventi Artistici, Giugno 2011



Joseph Pace Filtranisme è la mostra in programma dall'11 al 17 luglio p.v. nelle cinqucentesche sale di Forte Sangallo della Città di Nettuno con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura.

L'evento offre una panoramica sulla recente produzione di questo artista intimamente legato all'informale, all'action painting e alla pop art.

Il percorso della Mostra si apre con 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii di Joseph Pace che dal 1986 espone in Europa e Sud America.

Lombardo di Morbegno, Joseph Pace, classe 1959, viene avviato alle arti figurative da Antonio Cardile, artista della Scuola Romana. Dal 1986, la sua ricerca è contraddistinta dapprima dai c. d. Paysages Filtranistes; degli anni novanta, il suo passaggio dal figurativo all'informale è contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) a cui succedono gli Studi di Factor C; dal 1999 è in corso IDM (Irremovibilità della Memoria) e l'ultima serie di grandi opere, Atons.

In occasione delle recenti mostre istituzionali in Brasile, così lo descrive Emanuel von Lauenstein Massarani: "[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell'animo dell'artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell'esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […]. "

Il Catalogo della Mostra "Joseph Pace, Filtranisme" ha testi di Giampiero Pedace Assessore alla Cultura di Nettuno e di Livia Bucci, Edizioni Tibercopia, Roma, Luglio 2011


MOSTRA DI Joseph Pace: Filtranisme – Forte Sangallo, Città di Nettuno - By OK Arte, Edizioni Charmant, Eventi, Milano, Giugno 2011



Mostra a cura dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Nettuno.

Lunedì 11 luglio a Forte Sangallo a Nettuno, si inaugura la mostra di Joseph Pace, artista italiano proiettato verso il mondo artistico internazionale. La mostra presenta 15 olii e 7 incisioni elaborate al computer dell’artista intimamente legato all’informale, alla pop art come all’action painting. Catalogo con introduzione di Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Nettuno - Testo di Livia Bucci

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 dalle 17 alle 21. Forte Sangallo, via Gramsci, 10 - Nettuno (RM), ingresso libero


Joseph Pace – By Maria Das Graças Hansen Albaran, Assessora o Turismo e Cultura de Jaguariuna. Realizaçao da Secretaria de Turismo e Cultura da Prefeitura de Jaguariuna em parecia do Instituto do Patrimonio di patrimonio Histórico e Artistico (IPH) do Estado de Sao Paulo. Jaguariuna, 18 aprile 2011



A obra do artista italiano Joseph Pace è peremada pelas emoçoes de la vida, retratando em seus traços fortes nuances de sua dramaticitade, de uma relitade frenética, no ritmo do homen contemporâneo que torna tudo a sua volta um fato essncial, em sua obras as cores contrastantes, a impulsividade dos traços, são agrupados con sensibilitade e bon gosto em refinados arabescos.

Suas obras jà foranm exibidas em importantes exposições na ciaddes de Paris, Marselha, Barcelona, Sevilha, Roma, Alessandria, Alba Munique, Recife e São Paulo.

EXPOSIÇÃO – DINAMISMO CÓSMICO DO ARTISTA Joseph Pace - By Espressione Arte - Realizaçao da Exposiçao: Governo de Jaguariuna; Secretaria de Turismo e Cultura da Prefeitura de Jaguariuna; parecia do Instituto de Recuperaçao de Patrimonio Historico do Estado de São Paulo. Jaguariuna, 17 aprile 2011



A Secretaria de Turismo e Cultura expõe a partir desta segunda-feira, 18 de Abril, 18 quadros e sete gravuras do pintor italiano Joseph Pace, na salas de exposições "Candido Portinari" do Teatro Municipal de Jaguariúna, na Rua Alfredo Bueno, 1151, Centro. As obras podem ser vistas gratuitamente de segunda a sexta das 10h00 às 12h00 e das 13h30 ás 16h00 até o dia 5 de Maio.

Esta exposição é resultado de uma parceria com o Instituto do Patrimonio Histórico (IPH).

Joseph Pace nasceu em 1959 na cidade de Morbegno, Itália, estudou nas universidades de Roma, La Sapienza e Sorbonne em Paris. Segundo o critico de arte Emanuel Von Lauenstein Massarani a arte de Pace é permeada pelas emoções da vida, retratando em seus traços fortes as nuances de sua dramaticidade, de uma realidade frenética, no ritmo do homem contemporâneo que torna tudo a sua volta um fato essencial, em suas obras as cores contrastantes, a impulsividade dos traços, são agrupados com sensibilidade e bom gosto em refinados arabescos. Suas obras, desde 1986, já foram exibidas em exposições coletivas e mostras individuais nas cidades de Paris, Marselha, Barcelona, Sevilha, Roma, Alessandria, Alba, Munique e São Paulo.

IL PITTORE ITALIANO Joseph Pace ESPONE A JAGUARIUNA - By Arcadja, Milano, Mostra a cura del Comune di Jaguariuna, dell'Assessorato alla Cultura di Jaguariuna (San Paolo, Brasile) e dell'IPH, l'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo, 11 aprile 2011

L’Assessorato al Turismo e alla Cultura di Jaguariúna presenta, da lunedì 18 aprile 2010, 18 olii e sette incisioni del pittore italiano Joseph Pace, nelle sale del Teatro Municipale di Jaguariúna, in Rua Alfredo Bueno, 1151, zona centro. La mostra dal titolo La mostra “Dinamismo cosmico do Artista Joseph Pace” è il risultato di una sinergica collaborazione della Prefettura di Jaguariúna con l’Istituto del Patrimonio Storico dello Stato di San Paolo (IPH).

Joseph Pace, il maggiore esponente del Filtranisme, è nato nel 1959 nella città di Morbegno in Italia e ha studiato all’università di Roma La Sapienza e all’università della Sorbonne a Parigi. Secondo il critico d’arte Emanuel von Lauenstein Massarani, l’arte di Pace è permeata dalle emozioni della vita che egli raffigura a tratti forti e tonalità sfumate, interpretando la drammaticità della realtà frenetica e del ritmo dell’uomo contemporaneo che a sua volta, fa diventare tutto “fatto essenziale” nelle sue opere dai colori contrastanti, nell’impulsività dei segni, raffinatamente raggruppati con sensibilità e buon gusto in raffinati arabeschi. Le sue opere, già dal 1986, sono esposte in collettive e personali a Parigi, Marsiglia, Barcellona, Siviglia, Alessandria, Alba, Monaco e São Paulo, sono presenti in collezioni pubbliche in Europa, in Sud America, In Brasile sono presenti a San Paolo al Museo de Arte do Parlamento e nella collezione del CRC, all’ISIS di Recife e nelle sale culturali della alla Prefettura di Jaguariuna.

Le opere possono essere viste dal lunedì al venerdì dalle 10hoo alle 13hoo e dalle 13h30 alle 16hoo. La mostra rimarrà fino al 5 maggio. Ingresso libero. (Traduzione dal portoghese di Françisca Privano Riveiro).

DINAMISMO COSMICO DO ARTISTA Joseph Pace – , By Quick Art, Torino - Mostra a cura di: Assessorato alla cultura della Città di Jaguariuna (Stato di San Paolo, Brasile) e con il patrocinio dell'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo del Brasile, 18 aprile 2011.



Intimamente legato non solo all'informale ma anche all'action painting e alla pop art, Pace utilizza tra l’altro supporti e materiali già reinterpretati, vernici e smalti dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco. La sua ricerca è contraddistinta dapprima dai cosiddetti Paysages Filtranistes, dedicati al rapporto fra uomo e natura (1985-1990); poi dal ciclo dei Legni (1990-1994); alla metà degli anni novanta appartengono i dipinti, le incisioni e gli studi di Factor C; dal 1999 è in corso la serie IDM - Irremovibilità ella Memoria e Atons. Le opere selezionate per questa mostra appartengono proprio a quest’ultimo periodo che qui è sicuramente ben rappresentato. In questa mostra saranno presenti anche alcune sue elaborazioni grafiche effettuate al computer. La mostra è a cura dell'assessorato alla cultura della Città di Jaguariuna (Stato di San Paolo, Brasile) e co il patrocinio dell'IPH, l'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo del Brasile.

MOSTRA Filtranisme A JAGUARIUNA - By Art It, Milano, motra a cura dell'Assessorato alla cultura della città di Jaguariuna (San Paolo, Brasile) e dell'IPH, l'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo, 16 aprile 2011


Mostra: Joseph Pace Filtranisme, Jaguariuna (SP, Brasile) dall’11al 29 aprile 2011. L’evento organizzato dall’assessorato al turismo e alla cultura della città di Jaguariuna (San Paolo, Brasile) e dell’IPH, l’Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo si terrà nelle sale de l’“Espaço Portinari” del Teatro Municipal de Jaguariuna. La mostra presenta venticinque lavori dell’esponente del Filtranisme Joseph Pace già noto al pubblico brasiliano.

All’inaugurazione della mostra di Joseph Pace sarà presente Gustavo Reis, prefetto di Jaguariuna, Emanuel von Lauenstein Massarani Soprintendente ai beni culturali dello stato di San Paolo e l’assessore alle politiche culturali Maria das Graças Hansen Albaran. Le opere dell’eclettico maestro italiano rappresentano la ricerca contraddistingue Joseph Pace dal 1985 con i cosiddetti Paysages Filtranistes, dal successivo ciclo dei Legni e alla metà degli anni novanta appartengono i dipinti, le incisioni e gli studi di Factor C. Dal 1999 è in corso la serie IDM - Irremovibilità ella Memoria e l'ultima serie di grandi dipinti, intitolata Atons che è sicuramente ben rappresentata in questa mostra attraverso i dipinti e le elaborazioni grafiche al computer di sue linoleungrafie.

Joseph Pace FILRANISME A JAGUARIUNA - By Arte Go, Roma, Mostra a cura dell'Assessorato al turismo e alla cultura della città di Jaguariuna (San Paolo, Brasile) e dell'IPH, l'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo, 11 aprile 2011


Intimamente legato non solo all'informale ma anche all'action painting e alla pop art, Pace utilizza tra l’altro supporti e materiali già reinterpretati, vernici e smalti dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco.

La sua ricerca è contraddistinta dapprima dai cosiddetti Paysages Filtranistes, dedicati al rapporto fra uomo e natura (1985-1990); poi dal ciclo dei Legni (1990-1994); alla metà degli anni novanta appartengono i dipinti, le incisioni e gli studi di Factor C; dal 1999 è in corso la serie IDM - Irremovibilità della Memoria e Atons. Le opere selezionate per questa mostra appartengono proprio a quest’ultimo periodo che qui è sicuramente ben rappresentato. In questa mostra saranno presenti anche alcune sue elaborazioni grafiche effettuate al computer.

Joseph Pace è nato a Morbegno (Sondrio) nel 1959. Pittore, scultore e filosofo attivo anche per la pace, la cultura e l’educazione, negli anni del Filtranisme (1986-1988) ha operato a Parigi. Vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile.

Joseph Pace E L'8 MARZO - By Teleagenda.it com, Roma, 8 marzo 2011


L´artista Joseph Pace presenta una serie di lavori realizzati dal 1994 ad oggi per il giorno della festa internazionale della donna. L'evento si tierrà a Roma in Via Giulia, 75 dalle 17,00.

Joseph Pace PER IL GIORNO INTERNAZIONALE DELLA DONNA - By Manifestazioni. com, Roma, 8 marzo 2011


8 marzo, Via Giulia, Roma: mostra rassegna di arte e cultura dove l'artista Joseph Pace presenta una serie di lavori realizzati dal 1994 ad oggi per il giorno della festa internazionale della donna. Artista eclettico, filosofo e counselor, ricorda la festa internazionale della donna dell'8 marzo, attraverso l'esposizione di una trentina di opere realizzate dal 1994 ad oggi in Italia, Brasile, Germania, Spagna, Tunisia, Marocco e Grecia. L'evento happening si tierrà in Via Giulia, 75.




2010 - press - clipping - catalogues


ELITE ARTE - Elite International, By E. von Lauenstein Massarani, Presidente dell'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo e Direttore del Museo de Arte do Parlamento, Sao Paulo, 29 novembre 2010


Ao observar as obras de Joseph Pace chegase à conclusão de estar a frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no ânimo do pintor italiano considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 edenominado “Filtraniste”. Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintor sabre aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos.

O cromatismo desse pintor possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência. A inserção na composição de um eventual elemento figurativo de ruptura é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética. Sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. O pintar impulsivo de Joseph Pace deve ser determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética no ritmo que o homem imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização.

O artista

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne em Paris.

Sua ascensão está estritamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e Filtranista”. Intimamente ligado ao informal mas também à “action painting” e à “pop-art”, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras.

Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália), Munique (Alemanha). Realizou no corrente ano exposiçoes individuais no Espaço Cultural do CRC e na Galeria Spazio Surreale ambos em São Paulo.


CATALOGO 21 Mostra Mercato d'Arte Moderna e Contemporanea ARTE FIERA PADOVA, Padova, 12 novembre 2010



ARTE BRASILIANA - By Livia Bucci, gallerista e mercante d'arte, Arteglobale, 29 novembre 2010


Arte Brasiliana, mostra d’arte organizzata dal Comune di Anzio e che si inaugura il 3 dicembre 2010 alle ore 18, presenta più di quaranta artisti brasiliani, alcuni di essi già noti in Italia come la scultrice Marilda Dib, il pittore Joseph Pace e il fotografo Augusto Cezar. Tutti già noti nel loro Paese, spesso realizzano un modo diverso e innovativo di fare arte attraverso medium diversi. La manifestazione che si terrà dal 3 al 13 dicembre nella “Sala degli Specchi” del “Paradiso sul Mare”, che è stata la sede di indimenticabili ambientazioni cinematografiche come Amarcord di Federico Fellini e di Polvere di Stelle con Alberto Sordi e Monica Vitti, venerdì il 3 verrà inaugurata dal Sindaco di Anzio Luciano Bruschini, dall’assessore alla Cultura Umberto Succi e dall'Ambasciatrice dell'Arte Brasiliana Livia Bucci.


ARTE BRASILIANA - By Teleagenda, 26 novembre 2010


Arte Brasiliana ad Anzio presentata dal Sindaco di Anzio Luciano Bruschini. Nel quadro degli scambi culturali con il Brasile, dal 3 al 13 dicembre p.v., ad Anzio nelle prestigiose sale del Paradiso sul Mare si terrà l´attesa mostra d´Arte Brasiliana organizzata dall´Ambasciatrice dell´Arte Italiana Livia Bucci in collaborazione con il Comune di Anzio. La mostra offre un quadro esaustivo del panorama artistico contemporaneo Brasiliano dove verranno presentate opere di pittori, scultori, fotografi. Questo evento anticipa le significative manifestazioni del ´Momento Italia Brasile´ 2011 - 2012. Tra le opere presenti nella ´Sala degli specchi´ del Paradiso sul Mare, vogliamo ricordare i dipinti di Joseph Pace, di Carlos Araujos e di Dominique LeComte, artisti per altro presenti alla appena conclusa edizione di Padova Arte Fiera dello scorso novembre.


ARTE BRASILIANA - By Bed and Breakfast, 25 novembre 2010


Nel quadro degli scambi culturali con il Brasile, dal 3 al 13 dicembre p.v., ad Anzio nelle prestigiose sale del Paradiso sul Mare si terrà l'attesa mostra d'Arte Brasiliana organizzata dall'Ambasciatrice dell'Arte Italiana Livia Bucci in collaborazione con il Comune di Anzio.

Per capire bene il senso della significativa manifestazione bisogna osservare con attenzione i diversi artisti presentati nelle varie espressioni Pittori scultori e fotografi. Non basta pensare che questa sia una normale mostra d’arte e che va vsitata: questo è un evento che viene dall’altra parte del mondo con un’immagini diverse per colori, stimoli, emozioni e scopratttto, scelta degli artisti, accuratamente selezionati negli anni dall’ottima Livia Bucci, gallerista e mercante d’arte di San Paolo. Documentare tutti gli artisti presenti alla manifestazione (oltre 40) è difficile, ma possiamo segnalare alcuni artisti già noti in Italia come la scultrice plastica Marilda Dib, il pittore surrealista Dominique LeComte e l’ottimo astrattista Joseph Pace, già noto al pubblico italiano. Forse in questi moneti di crisi, la voglia d’arte ricomincia da qui, da questa manifestazione del lungomare di Anzio.


Joseph Pace - By WIKIDEEP, 10 settembre 2010


Joseph Pace, 1959, Morbegno, Sondrio, Italia. Pittore, scultore, filosofo noto anche come drammaturgo e poeta. Fonda assieme al medico Jean-Marc Mayenga e al poeta Pablo Maria Landi, la corrente artistica e filosofica chiamata le Filtranisme, il filtranismo, che si distingue per la sua visione globale della vita e per aver riportato, fuori da ogni accento "movimentista", l'uomo al centro dell'universo. La visione della vita di questo gruppo segnerà subito il suo lavoro verso l'informale. Tornato in Italia, incontra il movimento della transavanguardia.


EMOÇOES DE Joseph Pace - By Immediapress ADNKRONOS, Milano, 8 luglio 2010


Dopo le antologiche dedicate a Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile e al Centro di Contabilità di Stato, la Galleria Spazio Surreale di San Paolo inaugura il 1° luglio 2010 una mostra che presenta 45 recenti opere del Maestro.

L’evento, a cura di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal Maestro dal 2008 ad oggi.


Joseph Pace EMOZIONA ANCORA IL BRASILE - By Eventi Viaggi, Bologna, 3 luglio 2010


Dopo le antologiche dedicate a Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile e al Centro di Contabilità di Stato, la Galleria Spazio Surreale di San Paolo inaugura il 1° luglio 2010 una mostra che presenta 45 recenti opere del Maestro. L’evento, a cura di Livia Bucci e di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal 2008 ad oggi.

Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Cresciuto in Africa in una famiglia di intellettuali, avviato alle arti alle arti figurative dallo zio Antonio Cardile, si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato a lungo. L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento :

“Nell’osservare le opere di Joseph Pace si giunge immediatamente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista che da vita a nuove forme in continua evoluzione. Forti devono essere le emozioni che la vita suscita nell’animo del pittore italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del movimento filosofico e artistico “Filtraniste” che egli fonda a Parigi negli anni Ottanta.

Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica.

Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica. La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza”.

In occasione della personale di Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile, il Maestro, nel corso di una intervista televisiva, spiegava: “attraverso le mie opere compio un’attività archeologia sociale, di classificazione di immagini dell’inconscio sociale, dettate dalla cultura dominante, come per i miei ultimi cicli di opere IDM (Irremovibilità della Memoria) e ATONS dedicata alla Techno Music, c.d. musica elettronica. E’ questo momento che io chiamo “narrazione”, per raccontare questa epoca così tragicamente edonista, la mia epoca, che esploro dal 1977.”



Joseph Pace: EMOÇOES A SAO PAULO DO BRASIL - By Espressione Arte It, Milano, 2 luglio 2010


L’artista lombardo Joseph Pace emoziona ancora il Brasile. Dal 1 al 30 luglio 2010 alla Galleria Spazio Surreale, San Paolo.

Dopo le antologiche dedicate a Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile e al Centro di Contabilità di Stato, la Galleria Spazio Surreale di San Paolo inaugura il 1° luglio 2010 una mostra che presenta 45 recenti opere del Maestro. L’evento, a cura di Livia Bucci e di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal 2008 ad oggi.

Dal 1985 espone in Europa e Sud America. Ed è proprio in Brasile che Joseph Pace sta per presentare 45 opere realizzate a San Paolo, un viaggio attraverso la materialità del colore a e l’incontro fra arti e materiali.

Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Cresciuto in Africa in una famiglia di intellettuali, avviato alle arti alle arti figurative dallo zio Antonio Cardile, si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato a lungo. L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento :

“Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica. Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica. La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza”.

In occasione della sua personale al Parlamento di San Paolo del Brasile, il Maestro, nel corso di una intervista televisiva, spiegava: “attraverso le mie opere compio un’attività archeologia sociale, di classificazione di immagini dell’inconscio sociale, dettate dalla cultura dominante, come per i miei ultimi cicli di opere IDM (Irremovibilità della Memoria) e ATONS dedicata alla Techno Music, c.d. musica elettronica. E’ questo momento che io chiamo “narrazione”, per raccontare questa epoca così tragicamente edonista, la mia epoca, che esploro dal 1977.”

Come ricorda Mariastella Margozzi "l’evoluzione della pittura di Joseph Pace, fa i conti con una sorta di impazienza del fare. Il colore ha preso il sopravvento su qualsiasi “forma” e la narrazione poi è diventata anche pensiero scritto con i cartigli musicali, con le improbabili formule algebriche ed i collage policromi."



Joseph Pace EMOZIONA ANCORA IL BRASILE - By Viaggi in Rete, Firenze, 30 giugno 2010



Dopo le antologiche dedicate a Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile e al Centro di Contabilità di Stato, la Galleria Spazio Surreale di San Paolo inaugura il 1° luglio 2010 una mostra che presenta 45 recenti opere del Maestro. L’evento, a cura di Livia Bucci e di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal 2008 ad oggi.

Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Cresciuto in Africa in una famiglia di intellettuali, avviato alle arti alle arti figurative dallo zio Antonio Cardile, si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato a lungo.

L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento : “Nell’osservare le opere di Joseph Pace si giunge immediatamente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista che da vita a nuove forme in continua evoluzione. Forti devono essere le emozioni che la vita suscita nell’animo del pittore italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del movimento filosofico e artistico “Filtraniste” che egli fonda a Parigi negli anni Ottanta.

Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica. Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica.

La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza”.

In occasione della personale di Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile, il Maestro, nel corso di una intervista televisiva, spiegava: “attraverso le mie opere compio un’attività archeologia sociale, di classificazione di immagini dell’inconscio sociale, dettate dalla cultura dominante, come per i miei ultimi cicli di opere IDM (Irremovibilità della Memoria) e ATONS dedicata alla Techno Music, c.d. musica elettronica. E’ questo momento che io chiamo “narrazione”, per raccontare questa epoca così tragicamente edonista, la mia epoca, che esploro dal 1977.”



Joseph Pace ALLA GALLERIA SPAZIO SURREALE A SAN PAOLO DEL BRASILE - By OKITALIA e Arte-GO, Milano, 29 giugno 2010


Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Cresciuto in Africa in una famiglia di intellettuali, avviato alle arti alle arti figurative dallo zio Antonio Cardile, si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato a lungo.

L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e soprintendente al patrimonio storico e artistico dello Stato di San Paolo e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento di San Paolo: “Nell’osservare le opere di Joseph Pace si giunge immediatamente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista che da vita a nuove forme in continua evoluzione. Forti devono essere le emozioni che la vita suscita nell’animo del pittore italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del movimento filosofico e artistico “Filtraniste” che egli fonda a Parigi negli anni Ottanta.

Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica. Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica.



Joseph Pace ARTISTA MORBEGNESE - By Teleagenda, Milano, 28 giugno 2010


Dopo le antologiche al Parlamento di San Paolo, Spazio Surreale di San Paolo del Brasile inaugura la mostra di 45 recenti opere del Maestro. L’evento, a cura di Livia Bucci e di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal 2008 ad oggi.

Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato.

L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento: “”Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica.

La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza.””

Come ricorda Mariastella Margozzi ´l’evoluzione della pittura di Joseph Pace, fa i conti con una sorta di impazienza del fare. Il colore ha preso il sopravvento su qualsiasi “forma” e la narrazione poi è diventata anche pensiero scritto con i cartigli musicali, con le improbabili formule algebriche ed i collage policromi.



L’ARTISTA LOMBARDO Joseph Pace EMOZIONA ANCORA SAN PAOLO DEL BRASILE - By Italialifestyle, Roma, 28 giugno 2010


Dopo le antologiche dedicate a Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile e al Centro di Contabilità di Stato, la Galleria Spazio Surreale di San Paolo inaugura il 1° luglio 2010 una mostra che presenta 45 recenti opere del Maestro. L’evento, a cura di Livia Bucci e di Emanuel Massarani, del Direttore del Museo dell’Arte di San Paolo, presenta olii, acrilici, incisioni elaborate al computer realizzate a San Paolo dal 2008 ad oggi.

Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica. Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica.

La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza”.

Joseph Pace, pittore, incisore, filosofo attivo anche per la pace, la cultura e l’educazione ha tenuto corsi e seminari all’università di Roma La Sapienza. Si è formato in una famiglia di intellettuali nello Zaïre. Avviato a Roma alle arti figurative fonda a Parigi, verso la metà degli anni Ottanta a Parigi, una corrente filosofica e artistica con una visione globale della vita che segna immediatamente il suo tratto verso l’astrazione.

Nei primi anni Novanta, l’incontro con il sociologo e pittore Kurt H. Wolff e l’influenza dei “significanti” di Jacques Lacan, segnano il suo passaggio dal figurativo all’informale.

Dal 1985 espone in Europa e Sud America. Ed è proprio in Brasile che Joseph Pace sta per presentare 45 opere realizzate a San Paolo, un viaggio attraverso la materialità del colore a e l’incontro fra arti e materiali.

Dal 1 al 30 luglio 2010 alla Galleria Spazio Surreale di San Paolo del Brasile.




Joseph Pace - "EMOÇOES" - By Livia Bucci, gallerista di San Paolo e mercante d'arte, - Arte-GO, Milano, 27 giugno 2010


Alla Galleria Spazio Surreale - San Paolo del Brasile, dal 1 al 30 luglio 2010.

Pittore, incisore e filosofo lombardo (Morbegno, 1959), Joseph Pace vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Cresciuto in Africa in una famiglia di intellettuali, avviato alle arti alle arti figurative dallo zio Antonio Cardile, si è formato anche alla Université de la Sorbonne di Parigi, all’Università di Roma 3 e alla Sapienza di Roma con la quale ha collaborato a lungo. L’artista, intimamente legato alla pittura ‘informale’, all’“action painting” come pure alla “pop-art” viene così descritto da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d’arte e direttore del Museo dell’Arte del Parlamento :

“Nell’osservare le opere di Joseph Pace si giunge immediatamente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista che da vita a nuove forme in continua evoluzione. Forti devono essere le emozioni che la vita suscita nell’animo del pittore italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del movimento filosofico e artistico “Filtraniste” che egli fonda a Parigi negli anni Ottanta.

Imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica, Pace riesce a stupire accostando con sensibilità e buon gusto tinte forti, spesso in contrasto tra loro, creando raffinati e complessi arabeschi. L’eccellente cromatismo di questo pittore ha in se una gamma vitale che, per il suo portato e nella sua essenza, incarna una forza cosmica, quasi atomica. Talvolta inserisce nelle sue opere elementi figurativi, elementi di rottura che nell’osservatore ingenerano il sentimento e l’emozione della drammaticità dell’esistenza che spesso prevale anche sulla stessa emozione estetica.

La sua pittura, data a getto, rappresenta il cuore e la vita stessa dell’artista. Questo suo dipingere impulsivo rappresenta anche l’espressione di una esistenza sempre più convulsa e frenetica, di un ritmo che, senza soluzione di continuità, l’uomo ha voluto imprimere alla sua vita, dove “il tutto” sembra essere o diventare il fatto centrale per la realizzazione della sua stessa esistenza”.

In occasione della personale di Joseph Pace al Parlamento di San Paolo del Brasile, il Maestro, nel corso di una intervista televisiva, spiegava: “attraverso le mie opere compio un’attività archeologia sociale, di classificazione di immagini dell’inconscio sociale, dettate dalla cultura dominante, come per i miei ultimi cicli di opere IDM (Irremovibilità della Memoria) e Atons dedicata alla Techno Music, c.d. musica elettronica. E’ questo momento che io chiamo “narrazione”, per raccontare questa epoca così tragicamente edonista, la mia epoca, che esploro dal 1977.”

La mostra, a cura di Emanuel von Lauenstein Massarani, rimarrà aperta dal 01/07/10 - 30/07/10 nei locali della GALLERIA SPAZIO SURREALE, Rua Caconde, 238, Sao Paulo - BR

Patrocinio: Museo dell'Arte di San Paolo del Brasile.

Organizzazione: Livia Bucci.

Catalogo e testi a cura di Emanuel Massarani, critico d'arte, Presidente dell'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo e Direttore del Museo de Arte do Parlamento de São Paulo.


O DINAMISMO VITAL E COSMICO DAS EMOÇOES PLASTICAS DE Joseph Pace - By Emanuel von Lauenstein Massarani, critico d'arte, Presidente dell'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo e Direttore del Museo de Arte do Parlamento de São Paulo. - Diario Official do Parlamento de São Paulo, Brazil, 6 Julho 2010


Ao observar as obras de Joseph Pace chegase à conclusão de estar a frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no ânimo do pintor italiano considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 edenominado “Filtraniste”. Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintor sabre aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos.

O cromatismo desse pintor possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência. A inserção na composição de um eventual elemento figurativo de ruptura é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética. Sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. O pintar impulsivo de Joseph Pace deve ser determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética no ritmo que o homem imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização.

O artista

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne em Paris.

Sua ascensão está estritamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e Filtranista”. Intimamente ligado ao informal mas também à “action painting” e à “pop-art”, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras.

Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália), Munique (Alemanha). Realizou no corrente ano exposiçoes individuais no Espaço Cultural do CRC e na Galeria Spazio Surreale ambos em São Paulo.



MUSEU DE ARTE DO PARLAMENTO DE SAO PAULO: O DINAMISMO VITAL E COSMICO DAS EMOÇOES PLASTICAS DE Joseph Pace - By Emanuel Massarani, Presidente dell'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo, Direttore del Museo de Arte do Parlamento de São Paulo e critico d'arte, Jus Brasil, São Paulo, Brazil, 5 Julho 2010


Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne, em Paris.

Sua ascensão está estreitamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea. Intimamente ligado ao informal mas também à action painting e à pop art, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras. Ao observar as obras de Joseph Pace chega-se à conclusão de estar a frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no animo do pintor italiano considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado "Filtraniste".

Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintor sabe aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos. Seu cromatismo possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência.

A inserção de um eventual elemento figurativo de ruptura na composição é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética.

Sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. O pintar impulsivo de Joseph Pace " como se vê na obra doada ao Museu de Arte do Parlamento de São Paulo " deve ser determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética no ritmo que o homem imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização.

Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália) e Munique (Alemanha). Realizou no corrente ano exposições individuais no Espaço Cultural do CRC e na Galeria Spazio Surreale ambos em São Paulo.



EXPOSIÇAO DE Joseph Pace, Portal da Assembleia Legislativa do Estado de São Paulo, São Paulo, Brazil, 16 June 2010


Foi aberta nesta terça-feira, 15/6, no Espaço Cultural 5º Centenário da Assembleia, a exposição Emoções, do pintor e gravurista italiano Joseph Pace, um dos líderes do movimento Filtranista (ligado ao informal, à action painting e à pop art). A exposição prossegue até o fim do mês, das 9 às 19h.



Joseph Pace - EMOÇOES: 40 OPERE, Undo Net Art Books, Pressrelease, Milano, 15 June 2010


Dal 15 al 30 giugno 2010 il Museo dell'Arte del Parlamento di San Paolo, in collaborazione con l'Archivio Joseph Pace, presenta per la prima volta una selezione di opere dell'artista Joseph Pace, curata dal Soprintendente ai Beni Culturali di San Paolo, Emanuel von Lauenstein Massarani. In mostra una selezione di opere che l'artista ha creato a partire dalla fine degli anni Novanta ad oggi.

Dieci tele inoltre rappresentano il lavoro recente dell'artista, ovvero IDM (irremovibilità della memoria) e alcune tele della serie Atons, linguaggio con il quale propone un'interpretazione Filtraniste e allo stesso tempo poetica del mondo. Queste tele, che verranno esposte nelle sale del V° Centenario, legano la mostra all'inaugurazione dell'evento romano del Febbraio 2010 alla galleria Fidia Arte Moderna.

Joseph Pace e' uno dei maggiori esponenti dei Filtranistes. Questo movimento filosofico, cui parteciparono anche il poeta Pablo Maria Landi e il medico Jean-Marc Mayenga, ha sviluppato nella metà degli anni ottanta a Parigi, una pratica artistica con una visone globale della vita legata non solo al all'informale ma anche all'action painting e alla pop art. Recuperando anche supporti e materiali già reinterpretati, Pace utilizza vernici e smalti dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco.

Joseph Pace e' nato a Morbegno, in Italia, nel 1959. Pittore, filosofo e drammaturgo (Raimond n'est pas retourne'), vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Negli anni ottanta opera anche a Parigi dove, nel luglio del 1987 con Mayenga e Landi redige il primo manifesto Filtraniste e, nel febbraio del 1988 organizza la mostra di pittura e di poesia Paysages Filtranistes alla galleria Hulot, che sanziona lo stato di fatto dei dogmatismi astratti. Al gruppo iniziale, aderisce anche il sociologo e pittore Kurt H. Wolff, che per Pace segna anche il suo passaggio dal figurativo all'informale. Due anni dopo, nel gennaio del 1990, presso il domicilio di Landi, avrà luogo la firma della dichiarazione costitutiva del gruppo ampliato dei Filtranistes.

Pace da subito inizio ad una nuova ricerca verso una nuova iconografia dapprima figurativa e successivamente informale, che pur seguendo l'evolversi della pittura di quegli anni, esprime con forza ed energia cromatica con sue modalità personalissime.

I primi esperimenti di Pace risalgono alla fine degli anni settanta, quando insieme allo zio materno Antonio Cardile, artista della Scuola Romana, realizza incisioni su linoleum. Da quei primi anni, la sua ricerca viene contraddistinta dai cosiddetti Paysages Filtranistes, dedicati al rapporto fra uomo e natura (1985-1990); poi dal ciclo dei Legni (Woods - 1990-1994); alla metà degli anni novanta appartengono gli studi di Factor C; dal 1999 e' in corso la serie IDM - Irremovibilità della memoria. L'ultima serie di grandi dipinti, e' intitolata Atons.

Pace, tenacemente dedito al rispetto -del collettivo, creatore e anonimo- che porta alla realizzazione progressiva di opere graffiate, risultato di gesti accumulati e del passaggio del tempo, attraverso l'epistemologia umanistica di Kurt Wolff (resa e cattura) ha sempre difeso e rivendicato l'anonimato sociale nella sua opera; al contempo, tuttavia, impone all'opera, per logica costitutiva, la sua firma.

Prima con il ciclo dei Legni (Woods) del 1990 e poi con gli studi Factor C, nel 1993, rispondono a questo tipo di concetto, cui, seppure in arti diverse, anche i suoi compagni aderiscono ma in modo meno radicale. Pace da allora realizza un lavoro di archeologia sociale, di classificazione di immagini dell'inconscio sociale prelevate secondo tematiche che gli permettono di elaborare una vera e propria opera creativa, seguendo un criterio di selezione che egli stabilisce a seconda dell'idea che vuole sviluppare. Questa idea, egli la chiama narrazione: un modo di raccontare un'epoca, la sua epoca, che egli esplora dal 1977.

Il suo lavoro di archeologia sociale e della memoria diventa sistematico ed egli, da allora, intraprende un vero e proprio archivio del linguaggio dell'inconscio collettivo, orientando la sua produzione in funzione di tematiche a lui care. Conclude il suo ciclo con la serie delle recenti IDM Irremovibilità della Memoria fatta con smalti e acrilici. E' anche l'inizio di una nuova serie tematica (Atons) dedicata alla musica amplificata, La Techno Music. Con questa serie di opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse. -Mi ritengo il testimone attivo dell'edonismo tragico che contraddistingue il nostro tempo. E' l'anonimato sociale della strada che getta attraverso me i suoi riflessi di culture dominanti.-


40 OPERE DELL'ARTISTA ITALIANO Joseph Pace ESPOSTE AL PARLAMENTO DI SAN PAOLO DEL BRASILE, by Arcadja Art Magazine, 11 June 2010, São Paulo, Brazil


Dal 15 al 30 giugno 2010 il Museo dell’Arte del Parlamento di San Paolo, in collaborazione con l’Archivio Joseph Pace, presenta per la prima volta una selezione di opere dell’artista Joseph Pace, curata dal Soprintendente ai Beni Culturali di San Paolo, Emanuel von Lauenstein Massarani.

In mostra una selezione di opere che l’artista ha creato a partire dalla fine degli anni Novanta ad oggi. Dieci tele inoltre rappresentano il lavoro recente dell’artista, ovvero IDM (irremovibilità della memoria) e alcune tele della serie Atons, linguaggio con il quale propone un’interpretazione Filtraniste e allo stesso tempo poetica del mondo. Queste tele, che verranno esposte nelle sale del V° Centenario, legano la mostra all’inaugurazione dell’evento romano del Febbraio 2010 alla galleria Fidia Arte Moderna.

Joseph Pace è uno dei maggiori esponenti dei Filtranistes. Questo movimento filosofico, cui parteciparono anche il poeta Pablo Maria Landi e il medico Jean-Marc Mayenga, ha sviluppato nella metà degli anni ottanta a Parigi, una pratica artistica con una visone globale della vita legata non solo al all’informale ma anche all'action painting e alla pop art. Recuperando anche supporti e materiali già reinterpretati, Pace utilizza vernici e smalti dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco.

Joseph Pace è nato a Morbegno, in Italia, nel 1959. Pittore, filosofo e drammaturgo (Raimond n’est pas retourné), vive e lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Negli anni ottanta opera anche a Parigi dove, nel luglio del 1987 con Mayenga e Landi redige il primo manifesto Filtraniste e, nel febbraio del 1988 organizza la mostra di pittura e di poesia Paysages Filtranistes alla galleria Hulot, che sanziona lo stato di fatto dei dogmatismi astratti. Al gruppo iniziale, aderisce anche il sociologo e pittore Kurt H. Wolff, che per Pace segna anche il suo passaggio dal figurativo all’informale. Due anni dopo, nel gennaio del 1990, presso il domicilio di Landi, avrà luogo la firma della dichiarazione costitutiva del gruppo ampliato dei Filtranistes.

Pace da subito inizio ad una nuova ricerca verso una nuova iconografia dapprima figurativa e successivamente informale, che pur seguendo l'evolversi della pittura di quegli anni, esprime con forza ed energia cromatica con sue modalità personalissime.

I primi esperimenti di Pace risalgono alla fine degli anni settanta, quando insieme allo zio materno Antonio Cardile, artista della Scuola Romana, realizza incisioni su linoleum. Da quei primi anni, la sua ricerca viene contraddistinta dai cosiddetti Paysages Filtranistes, dedicati al rapporto fra uomo e natura (1985-1990); poi dal ciclo dei Legni (Woods - 1990-1994); alla metà degli anni novanta appartengono gli studi di Factor C; dal 1999 è in corso la serie IDM - Irremovibilità della memoria. L'ultima serie di grandi dipinti, è intitolata Atons.

Pace, tenacemente dedito al rispetto “del collettivo, creatore e anonimo” che porta alla realizzazione progressiva di opere graffiate, risultato di gesti accumulati e del passaggio del tempo, attraverso l’epistemologia umanistica di Kurt Wolff (resa e cattura) ha sempre difeso e rivendicato l’anonimato sociale nella sua opera.

Al contempo, tuttavia, impone all’opera, per logica costitutiva, la sua firma. Prima con il ciclo dei Legni (Woods) del 1990 e poi con gli studi Factor C, nel 1993, rispondono a questo tipo di concetto, cui, seppure in arti diverse, anche i suoi compagni aderiscono ma in modo meno radicale. Pace da allora realizza un lavoro di archeologia sociale, di di immagini dell’inconscio sociale prelevate secondo tematiche che gli permettono di elaborare una vera e propria opera creativa, seguendo un criterio di selezione che egli stabilisce a seconda dell’idea che vuole sviluppare. Questa idea, egli la chiama narrazione: un modo di raccontare un’epoca, la sua epoca, che egli esplora dal 1977.

Il suo lavoro di archeologia sociale e della memoria diventa sistematico ed egli, da allora, intraprende un vero e proprio archivio del linguaggio dell’inconscio collettivo, orientando la sua produzione in funzione di tematiche a lui care. Conclude il suo ciclo con la serie delle recenti IDM Irremovibilità della Memoria fatta con smalti e acrilici. E’ anche l’inizio di una nuova serie tematica (Atons) dedicata alla musica amplificata, La Techno Music. Con questa serie di opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse. “Mi ritengo il testimone attivo dell’edonismo tragico che contraddistingue il nostro tempo. E’ l’anonimato sociale della strada che getta attraverso me i suoi riflessi di culture dominanti.”

Completa l’esposizione una critica esauriente con testi di Emanuel von Lauenstein Massarani.

Joseph Pace, che dal 1985 espone in Europa e Sud America, nei prossimi mesi sarà presente con le sue opere anche a Barcellona, Londra, New York e Tokio.

Inaugurazione: Martedì 15 Giugno, - ore 17,00

Ingresso libero



Joseph Pace: PITTORE MORBEGNESE IN MOSTRA A SAN PAOLO, by Vaol.it, il Quotidiano on-line della Valtellina e della Valchiavenna, e Lombardia News, Sondrio, 10 June 2010


Nato a Morbegno, ma cresciuto nello Zaire, ha esposto i suoi quadri nelle maggiori gallerie del mondo.

Joseph Pace è un'artista a 360°. Pittore, scultore, poeta e drammaturgo, nasce a Morbegno nel 1959, si forma artisticamente tra Roma, San Paolo del Brasile, Parigi e l'ex stato africano dello Zaire (oggi Repubblica democratica del Congo), dove vive circondato da una famiglia di intellettuali. La madre, infatti, è una pittrice mentre lo zio è Antonio Cardile, pittore, scultore e incisore, appartiene alla Scuola Romana.

Joseph Pace compie gli studi giuridici e sociali alla Sapienza di Roma e alla Sorbonne di Parigi. Dal 1985 espone le sue opere in Francia, Spagna, Germania, Italia e Brasile ed è proprio in qui, nella città di San Paolo, che troviamo la sua ultima mostra intitolata “Emoçoes”, a cura di Emanuel von Lauenstein Massarani.



OBRAS DE Joseph Pace, by Folha de Condominio, Cultura e Lazer, 16 Maio 2010, São Paulo, Brasil


Atè dia 31 las obras de Joseph Pace ficam expostas no Espaço Cultural do Conselho de Contabilidade do Estado de São Paulo até o dia 31 de maio. Cores vivas, sensibilidade e bom gosto retratam a exposição de artes "Emoções", do pintor e gravurista italiano Joseph Pace, que estão em exposição no Espaço Cultural do Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo (CRC- SP), até o dia 31 de maio, na rua Rosa e Silva, nº 60 – Higienópolis, em São Paulo.

A exposição, composta por 13 obras de pinturas feita a jato e com utilização de cores vivas, foi inaugurada no dia 10, durante evento comemorativo ao Dia do Contabilista, celebrado nacionalmente em 25 de abril.

Joseph Pace foi definido pela historiadora de arte contemporânea Mariastella Margozzi como um artista “informal e Filtranista”, intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, sendo conhecido e reconhecido tanto por suas pinturas quanto pelas gravuras que cria.

“Ao observar as obras de Joseph, chega-se à conclusão de se estar diante de um artista criador de formas novas que mudam a cada obra. O pintor italiano é considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado ‘Filtraniste’”, ressaltou o crítico de arte e presidente do IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), Emanuel Von Lauenstein Massarani, presidente ao evento e que na ocasião outorgou um título ao presidente do CRC-SP, Domingos Orestes Chiomento, por seu incentivo à cultura e às artes.

A exposição, que é uma realização conjunta do CRC SP e IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), está exposta na sede do CRC SP, de segunda a sexta-feira, das 9h0 às 17h, até o dia 31 de maio.


CRC INAUGURA EXPOSIÇAO DO PINTOR ITALIANO Joseph Pace, by Natural da Terra, 14 Maio 2010, São Paulo, Brasil


Cores vivas, sensibilidade e bom gosto, retratam a exposição de artes “Emoções”, do pintor e gravurista Joseph Pace, que estão em exposição no Espaço Cultural do CRC SP (Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo) até o dia 31 de maio - Rua Rosa e Silva, nº 60 - Higienópolis. – Em frente a loja Natural da Terra Higienópolis.

A exposição, composta por 13 obras de pinturas feita a jato e com utilização de cores vivas, foi inaugurada no dia 10, durante evento comemorativo ao Dia do Contabilista, celebrado nacionalmente em 25 de abril.

Joseph Pace foi definido pela historiadora de arte contemporânea Mariastella Margozzi como um artista “informal e Filtranista”, intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, sendo conhecido e reconhecido tanto por suas pinturas quanto pelas gravuras que cria.

A exposição, que é uma realização conjunta do CRC SP e IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), está exposta na sede do CRC SP, de segunda a sexta-feira, das 9h00 às 17h00, até o dia 31 de maio.


CRC INAUGURA EXPOSIÇAO DO PINTOR ITALIANO Joseph Pace, by Max Press Net & De Leon Comunicaçoes, 12 Maio 2010, São Paulo, Brasil


As obras ficam expostas no Espaço Cultural do Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo até o dia 31 de maio.

A exposição, composta por 13 obras de pinturas feita a jato e com utilização de cores vivas, foi inaugurada no dia 10, durante evento comemorativo ao Dia do Contabilista, celebrado nacionalmente em 25 de abril.

Artista intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, Joseph Pace e conhecido e reconhecido tanto por suas pinturas quanto pelas gravuras que cria.

"Ao observar se as obras de Joseph, chega-se à conclusão de se estar diante de um artista criador de formas novas que mudam a cada obra. O pintor italiano é considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado 'Filtraniste'", ressaltou o crítico de arte e presidente do IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), Emanuel Von Lauenstein Massarani, presdente ao evento e que na ocasião outorgou um título ao presidente do CRC SP, Domingos Orestes Chiomento, por seu incentivo à cultura e às artes.

A exposição, que é uma realização conjunta do CRC SP e IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), está exposta na sede do CRC SP, de segunda a sexta-feira, das 9h00 às 17h00, até o dia 31 de maio.



O DIA DO CONTABILISTA: A CERIMONIA DA INAGURAÇAO, by Bollettim 177 CRC Organo Informativo do Conselho de Contabilitade do Estado de Sao Paulo e Portal do CRC SP, pag.24 e 25, 11 Maio 2010, São Paulo, Brasil


“Oitenta e quatro anos se passaram desde que o senador João Lyra proclamou 25 de abril o Dia do Contabilista. Hoje, a Contabilidade é a ciência universal presente em todos os nichos de negócios e os Contabilistas, os profissionais necessários ao equilíbrio, à transparência e ao sucesso da economia mundial.” Com estas palavras, o presidente do CRC SP Domingos Orestes Chiomento abriu a sessão solene em homenagem ao Dia do Contabilista, comemorado em 25 de abril e realizada na sede do Conselho no dia 10 de maio de 2010. A sessão solene contou com a presença de numerosas personalidades da área contábil, financeira e de negócios [...].

[...] A exposição “Emoções”, do artista plástico italiano Joseph Pace, foi aberta durante o evento.


EM HOMENAGEM AO DIA DO CONTABILISTA, CRC SP CONDECORA PERSONALIDADES, by Jus Brasil, 11 Maio 2010, São Paulo, Brasil


Oitenta e quatro anos se passaram desde que o senador João Lyra proclamou 25 de abril o Dia do Contabilista. Hoje, a Contabilidade é a ciência universal presente em todos os nichos de negócios e os Contabilistas, os profissionais necessários ao equilíbrio, à transparência e ao sucesso da economia mundial. Com estas palavras, o presidente do CRC SP Domingos Orestes Chiomento abriu a sessão solene em homenagem ao Dia do Contabilista [...].

O livro Coleção de Arte dos Contabilistas , com as 100 obras do acervo do CRC SP, também lançado durante a cerimônia, foi apresentado pelo seu autor, o superintendente de Patrimônio Cultural da Assembleia Legislativa do Estado de São Paulo e presidente do Instituto do Patrimônio Histórico do Estado de São Paulo, Emanuel von Lauenstein Massarani.

[...] Massarani lembrou que as obras que compõem o acervo do Conselho foram doadas pelos artistas que expuseram no Espaço Cultural CRC SP, de 2000 a 2010, e que as exposições são mensais.

A exposição Emoções, do artista plástico italiano Joseph Pace, foi aberta durante o evento.


EXPOSIÇAO DO PINTOR ITALIANO JOSPH PACE, by Vilma Borges, 11 Maio 2010, São Paulo, Brasil


As obras ficam expostas no Espaço Cultural do Conselho de Contabilidade do Estado de São Paulo até o dia 31 de maio.

Cores vivas, sensibilidade e bom gosto, retratam a exposição de artes "Emoções", do pintor e gravurista Joseph Pace , que estão em exposição no Espaço Cultural do CRC SP (Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo) até o dia 31 de maio – Rua Rosa e Silva, nº 60 – Higienópolis.

A exposição, composta por 13 obras de pinturas feita a jato e com utilização de cores vivas, foi inaugurada no dia 10, durante evento comemorativo ao Dia do Contabilista, celebrado nacionalmente em 25 de abril.

Joseph Pace foi definido pela historiadora de arte contemporânea Mariastella Margozzi como um artista “informal e Filtranista”, intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, sendo conhecido e reconhecido tanto por suas pinturas quanto pelas gravuras que cria.

“Ao observar se as obras de Joseph, chega–se à conclusão de se estar diante de um artista criador de formas novas que mudam a cada obra. O pintor italiano é considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado "Filtraniste”, ressaltou o crítico de arte e presidente do IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), Emanuel Von Lauenstein Massarani, presdente ao evento e que na ocasião outorgou um título ao presidente do CRC SP, Domingos Orestes Chiomento, por seu incentivo à cultura e às artes.

A exposição, que é uma realização conjunta do CRC SP e IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), está exposta na sede do CRC SP, de segunda a sexta–feira, das 9h00 às 17h00, até o dia 31 de maio.



CRC SP HOMENAGEIA CONTABILIDADE DE PORTUGAL, by Financial Web, 11 Maio 2010, São Paulo, Brasil


Como tradicionalmente acontece, o Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo - CRC SP comemorou o Dia do Contabilista, prestando homenagens e reconhecendo o trabalho de notáveis contabilistas, por meio da outorga de Medalhas. A cerimônia deste ano foi realizada no dia 10 de maio, com a presença de importantes representantes da Contabilidade brasileira. inclusive, com a participação do presidente da Ordem dos Técnicos Oficiais de Contas - OTOC de Portugal, António Domingues de Azevedo, que no ato foi homenageado pelo CRC SP, com a Medalha Pedro Pedreschi.

Como parte das comemorações pela passagem ao Dia do Contabilista, o CRC SP fez a abertura da 1ª Exposição Cultural de Arte de 2010, intitulada “Emoções” do artista italiano Joseph Pace.


EMOÇOES DE Joseph Pace, by Emanuel von Lauenstein Massarani, Espaço Cultural do Conselho de Contabilidade do Estado de São Paulo e Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo, 10 Maio 2010, São Paulo, Brasil


Ao observar as obras de Joseph Pace chegase à conclusão de estar a frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no ânimo do pintor italiano considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado “Filtraniste”. Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintor sabre aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos.

O cromatismo desse pintor possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência. A inserção na composição de um eventual elemento figurativo de ruptura é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética. Sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. O pintar impulsivo de Joseph Pace deve ser determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética no ritmo que o homem imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização.

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne em Paris. Sua ascensão está estritamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e Filtranista”.

Intimamente ligado ao informal mas também à “action painting” e à “pop-art”, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras. Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália), Munique (Alemanha).



Joseph Pace - WIKIPEDIA ESPANA - Wiki Enciclopedia Libre, Categoria Pintores de Italia, España


Biografía

Su formación juvenil se desarrolla en Zaire, Africa. Gracias a una familia a la vanguardia de las novedades intelectuales, se acerca a la pintura respaldado por su tío Antonio Cardile, artista de la Escuela Romana, que le enseñó los primeros conocimientos técnicos.

A mediados de los años 80’, mientras completa su formación en la Sorbona de París, conoce a André Glucksmann, uno de los pioneros de la “nouvelle philosophie”, que le instruye sobre la retorica de las ideologías. En esos años, “sur la rive gauche”, en el Café de Flore Joseph Pace funda junto con el médico Jean-Marc Mayenga y el poeta Pablo María Landi, una corriente artística y filosófica llamada “le Filtranisme”. Le Filtranisme se distingue por su visión global de la vida y por haber llevado, fuera de cualquier espíritu “movimentista”, al hombre al centro del universo. La visión de la vida de este grupo marcará desde el inicio su trabajo hacia lo informalismo.

De vuelta a Italia, encuentra el movimiento de la transvanguardia. En los años noventa, concluido el periodo figurativo, escoge con decisión la vía del informalismo pero también del action painting y del pop art. Joseph Pace, en una entrevista concedida en 2008 a Equitazione&Ambiente (Encuentro con Joseph Pace), concuerda con aquello que decía Emilio Vedova, declarando que no soportaba el calificativo de “artista informalista”. Pese a reconocer la influencia de Pollock, Hans Hartung, Cy Twombly, di Afro, Mario Schifano y Emilio Vedova en nuestro tiempo, Pace considera que su recorrido va más allá de ese período del arte. Sus obras suelen ser criticadas porque huyen de cualquier tentación social y ponen en escena “la universalización del pensamiento inconsciente”, la vida cotidiana hecha de las pulsiones de héroes inconscientes. En el año 2007, la historiadora de arte contemporáneo Mariastella Margozzi utilizó para Joseph Pace la definición de artista “informalista y Filtranista”.

La continua búsqueda de Joseph Pace se manifiesta de manera casi constante por ciclos temáticos: en sus inicios con los “Paysages Filtranistes” dedicados a la relación entre hombre y naturaleza (1985-1990); después con el ciclo de “Las Maderas” (1990-1994); en la mitad de los años noventa se ubican las dieciocho pinturas, las incisiones y los estudios de “Factor C”; desde 1999 está en curso la serie “IDM – Irremobilidad de la Memoria”. La última serie de pinturas se titula “Atons”.



Bibliografía

• 2010 – E. von LAUENSTEIN MASSARANI, Emoçoes - CRC Centro de Contabilitade do Estato de Sao Paulo e Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo - São Paulo - Brasil • 2010 – M. MARGOZZI – Joseph Pace, Impermanenza, opere dal 2000 al 2010 - Tibercopia Roma, Italy • 2009 – E. BOVO, Joseph Pace – www.Giornal.it, Giornal d’Autore, Alessandria, Italy • 2009 – J. PACE, Lettera di incoraggiamento ai giovani artisti - Equitazione&Ambiente - Arte Roma, Italy • 2009 – M. FERRI, Artisti a Roma: Joseph Pace - “Quattrocchi”, Arte, Roma, Italy • 2009 – M. SMOCOVICH, Arte per Otto: la collettiva - “Il Messaggero”, Arte e Cultura, Roma, Italy • 2009 – P. NOBILI, La Mostra, Arte Cultura e Società - Non Solo Arte,. Roma, Italy • 2009 – ROMA C’E, ArteXOtto, Miscellanee - Roma, Italy • 2009 – B. RECCHILONGO, ArtexOtto - Galleria Andrè - Roma • 2008 – M. MARGOZZI e P. PROCOPIO – Catalogo: Joseph Pace dalle cose al sopravvento del colore, opere dal 2000 al 2008 - Tibercopia Roma, Italy • 2008 – J. PACE, Equitazione&Ambiente – Art: Crash - Roma, Italy • 2008 – P.M. LANDI – Annuario d’Arte Moderna, Joseph Pace - Acca in Arte Roma, Italy • 2008 - M. PARIS, Intervista a Joseph Pace, Equitazione&Ambiente - Art, Roma, Italia • 2008 – L. BOTTARELLI, Crash, opere di Joseph Pace, Comunicato Stampa - Galleria Clio, Alessandria • 2008 – M. MARGOZZI, M. FERRI, Crash - Galleria Clio, Alessandria, Italy • 2007 - ARTE&ARTE, Joseph Pace, l’Irremovibilità della Memoria - Acca in Arte, Italy • 2007 - M. BISEGNA, Quando le geometrie della memoria diventano arte - ISIS Art News • 2007 - M. MARGOZZI, Joseph Pace: L’irremovibilità della memoria - Centro d’Arte La Bitta, Roma, Italy • 2007 – M. FERRI, Le Filtranisme - Centro d’Arte La Bitta, Roma • 2007 – C. RUVO, Quando l’irremovibilità della memoria diventa arte – www.I Fatti.com, Roma, Italy • 2006 – J. PACE, L’uomo è un filtro? – Equitazione&Ambiente - Art, Italy • 2002 - M. FERRI, Contras - Il Busto Mistero - Alba, Italy • 1999 – C. SPERANZA, Colors - Galleria Clio - Alessandria, Italy • 1998 – G. CONTE, Joseph Pace: Fenêtres - Galleria Valeno, Lucera, Italy • 1996 - P.M. LANDI, Joseph Pace: Deducir - Galerìa de Arte Munoz, Madrid, Spain • 1994 – P. PROCOPIO, Windows - Centro d’Arte La Bitta, Roma, Italy • 1992 – P.M. LANDI, Joseph Pace - Expòsicion Universal de Sevilla, Sevilla, Spain • 1992 - J.M. CORTEZ, Trosos de Queso - Galerìa Felez, Barcelona, Spain • 1988 - P.M. LANDI, Joseph Pace - Galerie d’Art Hulot, Paris, France



Joseph Pace, INAUGURATA LA MOSTRA, Il Corriere, 29 Marzo 2010, Alba


E’ stata inaugurata venerdì scorso ad Alba la mostra dell’artista Joseph Pace allestita nello spazio espositivo “Giors Melanotte” in via Elvio Pertinace 9. Le opere potranno essere ammirate fino al prossimo 25 aprile. Joseph è nato in Lombardia a Morbegno nel 1959. E’ poi cresciuto in Zaire nel contesto di una famiglia di intellettuali e ha lavorato a Roma e a San Paolo del Brasile. Si è formato in sociologia e psicologia studiando alla Sorbonne di Parigi ed alla Sapienza di Roma. Pittore e scultore, scrittore e poeta, a metà degli anni ottanta ha dato vita a “Le Filtranisme”, una corrente artistica e culturale cin una visione molto complessa della vita. Il 1990 segna il passaggio, mediato dall’incontro con Kurt Wolff e Jacques Lacan, dal linguaggio figurativo a quello informale. Accanto al suo percorso d’artista porta avanti forti motivazioni pacifiste e l’impegno per la diffusione dei valori della cultura e della formazione.



IL BUSTO MISTERO - MOSTRA D'ARTE DI Joseph Pace, Uscire in Langhe, Roero e Monferrato, 28 marzo 2010, Cuneo


L’evoluzione della pittura di Joseph Pace, fa i conti con una sorta di impazienza del fare. Il colore ha preso il sopravvento su qualsiasi “forma” e la narrazione poi è diventata anche pensiero scritto con i cartigli musicali, con le probabili formule algebriche ed i collages policromi. Contemporaneamente, tuttavia, Pace, oltre ai collages, realizza ancora quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso, una sorta di coscienza che riaffiora in disordine; su questo orizzonte virtuale stende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro.

The evolution of a the painting by Joseph Pace comes to grips with the painter’s impatience. Now colour has taken the upper hand on any "form", even the most informal and this narration then became written thought with musical rhythms winding around a bobbin over the entire surface of the picture, and with the improbable algebraic formulas. At the same time, however, Pace has painted pictures where the brushstrokes of colour mix and merge to form a dense and confused horizon, a kind of consciousness that blossoms in disorder and, on this virtual horizon, the artist paints with decisive and clear vertical strokes of pure color.



INAUGURATA ALLA GALLERIA IL BUSTO MISTERO DI ALBA LA MOSTRA DI Joseph Pace, by Valentina Piacentini, Giornalit, 27 Marzo 2010, Alessandria


La galleria Giors Melanotte, in collaborazione con la galleria Il Busto Mistero di Alba, dal 26 marzo al 25 aprile presentano una selezione di recenti opere di Joseph Pace che da giugno verranno esposte al Parlamento di San Paolo del Brasile. La sua ascesa è strettamente legata all’incontro con la storica dell’arte contemporanea Mariastella Margozzi che nel 2007, utilizzò per lui la definizione di artista “informale Filtranista”. “L’evoluzione della pittura di Joseph Pace, fa i conti con una sorta di impazienza del fare; -ha affermato la Margozzi- realizza quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso. Talvolta, su questo orizzonte virtuale distende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro.”

Intimamente legato non solo all'informale ma anche all'action painting e alla pop art, oltre che per i dipinti, Pace è noto anche per le incisioni. Joseph Pace è nato a Morbegno (Sondrio) nel 1959. Pittore, scultore, poeta e drammaturgo, vive e lavora a San Paolo del Brasile e a Roma. Negli anni ottanta ha operato anche a Parigi dove fonda, con il medico Jean-Marc Mayenga ed il poeta Pablo Maria Landi, le Filtranisme, una corrente artistica e filosofica che segna immediatamente il suo tratto, dando così vita ad una nuova iconografia contemporanea, assecondando l'evolversi della -nuova pittura- di quegli anni, con modalità sue personalissime, dal 1985 espone in Europa e Sud America.


Joseph Pace, B&B Eventi Piemonte, Alba Arte, Marzo 2010


La galleria Giors Melanotte, in collaborazione con la galleria Il Busto Mistero di Alba, presentano dal 26 marzo al 25 aprile 2010 una selezione di nuove opere di Joseph Pace che da giugno verranno esposte al Parlamento di San Paolo del Brasile.

La sua ascesa è strettamente legata all’incontro con la storica dell’arte contemporanea Mariastella Margozzi che nel 2007, utilizzò per lui la definizione di artista “informale Filtranista”. “L’evoluzione della pittura di Joseph Pace, fa i conti con una sorta di impazienza del fare; realizza quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso. Talvolta, su questo orizzonte virtuale distende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro.” (Mariastella Margozzi, 2010).

Intimamente legato non solo all'informale ma anche all'action painting e alla pop art, oltre che per i dipinti, Pace è noto anche per le incisioni. La sua ricerca, in costante crescita, è stata contraddistinta dapprima dai cosiddetti Paysages Filtranistes, dedicati al rapporto fra uomo e natura (1985-1990); poi dal ciclo dei Legni (1990-1994); alla metà degli anni novanta appartengono i dipinti, le incisioni e gli studi di Factor C; dal 1999 è in corso la serie IDM - Irremovibilità ella Memoria. L'ultima serie di grandi dipinti, intitolata Atons. Joseph Pace , dal 1985 espone in Europa e Sud America. Joseph Pace è nato a Morbegno (Sondrio) nel 1959. Pittore, scultore, poeta e drammaturgo, attivo anche per la pace, la cultura e l’educazione, vive e lavora a San Paolo del Brasile e a Roma. Negli anni ottanta ha operato anche a Parigi dove fonda, con il medico Jean-Marc Mayenga ed il poeta Pablo Maria Landi, le Filtranisme, una corrente artistica e filosofica che segna immediatamente il suo tratto, dando così vita ad una nuova iconografia contemporanea, assecondando l'evolversi della -nuova pittura- di quegli anni, con modalità sue personalissime.


Joseph Pace, by Gianpiero Dalpozzo, Il Busto Mistero, 26 marzo 2010, Alba


Ho davanti agli occhi un’immagine dipinta di Joseph Pace, e non posso sottrarmi ad una indefinita impressione: una forza, un’energia cromatica, prorompe dai suoi quadri. Le sue tele sono sismografi di un animo sensibile e ricettivo, sono superfici cariche di umori contrastanti, sono cellule che custodiscono intimi e arcani segreti. I colori si offrono come parole-cosa; l’atmosfera come la griglia musicale di una poesia. Il pittore mi disse qualche tempo fa: “La cosa importante è imparare a vedere… Penso sia una sorte di pudore che mi ha reso così difficoltoso guardare alla natura del vero. E’ così intensa e compiuta. Come posso ridurre in uno modesto spazio ciò che mi circonda?” E’ una confessione profonda.

“Imparare a vedere”, è la sostanza di ogni approccio artistico. Ci si confronta con la realtà, e non con la maniera, né con le idee: si attende che il reale si riveli e ci riveli. Forse anche in questo senso, Goethe ha detto che “il genio è pazienza”. Imparare a vedere, significa dunque provarsi, come in poesia, a percorrere la distanza, a ritrovare l’incanto dell’esperienza. L’incanto non è poi molto diverso dalla “contemplazione”, dallo stare-con, guardare-con, e gli antichi gli davano il senso dello stare-con-il-cielo, affidarsi al dio. Dunque, ha ben ragione l’artista di avere “pudore” e di voler “imparare”… Anche il poeta sa che il punto da cui guarda, l’esperienza non è più dentro e nemmeno fuori. E’ come un nuotatore che ormai fuori dall’acqua è ancora tuttavia ancora bagnato di mare o di fiume, e dei loro percorsi umori e sapori. Ed è proprio essa, l’esperienza, che a questo punto è messa in grado di mostrarci i suoi segni di realtà.

Nei quadri di Joseph Pace i colori sembrano quasi accatastarsi e quasi consumarsi l’uno dentro l’altro, eppure si muovono, si divincolano, quasi a voler emergere dalla materia e darsi una forma propria, isolata. Pulsano piani e profondità, varchi di fuga prospettica e piani di risonanza. Presenze e assenze di figure inesistenti che tuttavia scrivono lo spartito di quel territorio geografico o interiore che sia. Questa mostra celebra un artista che del segno e del colore ha fatto la propria traccia di vita, tra se stesso e la realtà circostante.


MOSTRE: A ROMA 'IMPERMANENZA', PERSONALE DI Joseph Pace, by Adnkronos, 12 febbraio 2010, Roma


Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - "Impermanenza" e' l'esposizione personale di Joseph Pace , allestita alla Galleria Fidia Arte Moderna di Roma, dal 27 febbraio al 10 marzo. Pittore, scultore, drammaturgo e poeta, l'artista e' attivo anche per la pace, la cultura e l'educazione. Cresciuto in una famiglia di intellettuali e creativi in Africa, nello Zaire, e' stato avviato alle arti figurative dalla madre pittrice e dallo zio Antonio Cardile, artista della Scuola Romana.

A meta' degli anni Ottanta a Parigi fonda con il poeta Pablo Maria Landi e il medico Jean-Marc Mayenga, le Filtranisme, una corrente filosofica e artistica con una visione globale della vita che segna immediatamente il suo tratto. Nei primi anni Novanta, l'incontro con il sociologo e pittore Kurt H. Wolff e l'influenza dei ''significanti'' di Jacques Lacan, segnano il suo passaggio dal figurativo all'informale. Dal 1985 espone in Francia, Spagna, Germania, Brasile, Italia. Ed e' proprio nel suo Paese natale che Pace sta per presentare un viaggio attraverso la materialita' del colore a e l'incontro fra arti e materiali.


Joseph Pace - IMPERMANENZA - Opere 2000-2009, by Undo Net Art Books, Pressrelease, 21 febbraio 2010


21 febbraio 2010 - (PressRelease) - La Galleria FIDIA presenta a Roma una selezione di opere di Joseph Pace che, nei prossimi mesi, si vedranno esposte al Museo del Parlamento di San Paolo del Brasile. I suoi dipinti affascinano per la brillantezza della loro superficie e per la loro prorompente eleganza cromatica.

L'arista, che espone dal 1985 in Francia, Spagna, Brasile, Germania e Italia, si serve di una vernice commerciale che applica su tela, legno o vetro talvota senza lasciare traccia di pennellate, dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco rispecchiando l'impermanenza dell'ambiente e dell'osservatore. Joseph Pace , nato a Morbegno, Sondrio, nel 1959, si forma artisticamente a Roma dove vive e lavora; studi giuridici e sociali alla Sorbonne di Parigi ed alla Sapienza Roma, si specializza in psychological counseling.

A Parigi, verso la metà degli anni ottanta, fonda -le Filtranisme-, una corrente e filosofica ed artistica con una visione globale della vita che segna il suo passaggio dal figurativo all'informale. Pace, che inserisce volutamente irregolarità nei suoi dipinti, riduce al minimo le sue rappresentazioni figurative sia per i ritratti che per gli animali, a tal punto da costringere l'osservatore a ricostruire i contorni e le forme con l'immaginazione. Contemporaneamente, tuttavia, realizza quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso. Talvolta, su questo orizzonte virtuale distende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro.

Hanno scritto: Mariastella Margozzi, Pino Procopio, Marcella Smocovic, J. Pinheiro, Carlo Speranza, Mascia Ferri, Pablo Maria Landi, Kurt H. Wolff, Efrem Bovo.

Inaugurazione Sabato 27 febbraio 2010, ore 18.30/21


Joseph Pace: IMPERMANENZA Opere 2000/2010, Catalogo a cura di Mariastella Margozzi, Tibercopia, gennaio 2010, Roma

L’evoluzione della pittura di Joseph Pace fa i conti con una sorta di impazienza del fare che si lascia alle spalle l’elementare strutturazione della composizione appartenente alle cosiddette “finestre” e alle forti pennellate date “a croce” sulla tela delle opere precedenti. Si trattava di tessiture cromatiche che rappresentavano ancora la ricerca di una stabilità emotiva dove la memoria potesse ritrovarsi, stabilizzarsi e raccontarsi (Irremovibilità della memoria era appunto il tema di quel momento pittorico); pensieri più o meno logici o razionali, condotti per sentieri tortuosi alla ricerca di emozioni e drammi esistenziali da intercettare, colpire e affondare come in una sorta di battaglia navale combattuta con il proprio inconscio. E’ a questo che servivano quelle tessiture, quelle “reti” di segni, a registrare i ricordi di tensioni interiori  (Force de gravitè) o di meditazioni  quasi in apnea (Le fil de la mémoire).

Adesso il colore ha preso il sopravvento su qualsiasi “forma”, foss’anche la più informale. E con il colore l’artista ha cominciato a svolgere una narrazione più caotica eppure più puntuale nel senso dell’appropriazione di temi espliciti come le agavi che nascono spontanee dal combinarsi di poche pennellate che si assottigliano alla fine o i frastornanti voli di uccelli in cieli talmente densi che invece che accogliere il loro volo in libertà lo inglobano come in un vortice.La narrazione poi è diventata anche pensiero scritto con i cartigli musicali che si snodano a nastro per tutta la superficie del quadro e con le improbabili formule algebriche che invadono le campiture cromatiche, in questi casi necessariamente cupe per dar risalto a questa “scrittura” graffita. Con essa Joseph Pace ha cominciato a comunicare la “riflessione”, ossia il pensiero complesso che associa il ricordo al ragionamento e ne cerca una sistematizzazione necessaria alla coscienza, divenuta adesso più speculativa del pensiero.

Contemporaneamente, tuttavia, Pace realizza ancora quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso, una sorta di coscienza che riaffiora in disordine; su questo orizzonte virtuale stende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro. Non si tratta più di segni strutturanti come nelle prime opere, né di tentativi di cancellazione dell’inconscio che preme alle porte della coscienza. Si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure, che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte sono solo due, o tre, o una quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati.



IMPERMANENCE - Joseph Pace - WORKS 2000/2010, English Version - Essay by Mariastella Margozzi, Tibercopia, Janaury 2010, Roma

The evolution of a the painting by Joseph Pace comes to grips with the painter’s impatience, leaving behind him the elementary structure of the composition belonging to the so-called "windows" period and the strong "cross" brushstrokes of previous works. It was The chromatic textures representing the search for stability where emotional memory could find, stabilize and recount (The unshakableness of the memory was precisely the theme of that period). Mainly logical or rational thoughts led along the tortuous paths searching for emotions and existential dramas of interception, attack and sinking as if a sort of naval battle was fought with the subconscious. And it was this which was used in those textures. The "networks" of signs, to record the memories of inner tensions (the force of gravity) or meditations in suspension (Le fil de la mémoire).

Now colour has taken the upper hand on any "form", even the most informal. And with colour the artist has begun to unravel a more chaotic yet more punctual narration in the sense of ownership of explicit themes such as agaves that arise from the combination of a few spontaneous brushstrokes that at the end sharpen or astound, bringing to mind the flights of birds in heaven so dense that rather than admit their flight for freedom, incorporate that flight as in a vortex.

This narration then became written thought with musical rhythms winding around a bobbin over the entire surface of the picture, and with the improbable algebraic formulas that invade the background colours, which are necessarily dark to give prominence to this "writing". In this way Joseph Pace has begun to communicate the "reflection", or better yet, the complex thought that combines memory and reason to a systematic search that is necessary for consciousness. A more speculative thought has arisen.

At the same time, however, Pace has painted pictures where the brushstrokes of colour mix and merge to form a dense and confused horizon, a kind of consciousness that blossoms in disorder. And on this virtual horizon the artist paints with decisive and clear vertical strokes of pure red. There are no longer structuring signs as in the first works, or attempts at erasing the projection pressing on the outskirts of consciousness. These lines are separations between the self awareness , and above all, thoughts, feelings, emotions and memories. Caesuras but not bars, at times punctuated the whole surface of the painting with the same rhythm , sometimes using just two or three, or as if to express not so much the need to open or close emotional communication with what's beyond but how to separate that so that it is enough to be able to watch without feeling threatened.


L'OPINIONE DI UN ARTISTA, di Pino Procopio, Catalogo Joseph Pace: IMPERMANENZA Opere 2000/2010, a cura di Mariastella Margozzi, Tibercopia, gennaio 2010, Roma

Con molto piacere ed in amicizia scrivo questa mia semplice ma sentita testimonianza.

Non sono un critico. Solo un semplice pensiero. Mi piace il tuo impegno e slancio, la curiosità per i materiali. Affronti l'argomento con la consueta analisi che contraddistingue ogni tuo intervento (…). Il tuo modo di dipingere, gestuale, con incroci di tanti colori decisi, quasi violenti, con trasparenze sovrapposte è molto interessante.

Avendo poteri sovrannaturali, ti faccio una preveggenza. Tra un anno, quattro mesi e sedici giorni mi farai vedere delle tue opere, che, pur rimanendo nell'astrazione, saranno completamente diverse ma altrettanto interessanti.

Hai un "valore aggiunto",il tuo cognome è sulla bocca di tutti:PACE!


THE OPINION OF AN ARTIST, Essay by Pino Procopio, IMPERMANENCE - WORKS 2000/2010, a cura di Mariastella Margozzi, Tibercopia, gennaio 2010, Roma

”…With pleasure and friendship I am writing this simple but heartfelt testimony.

I am not a critic. Only a simple thought. I like your commitment and enthusiasm, curiosity for materials. You afford things with the usual analysis of each your speech (…). The way you paint, gestural, crossroads of many colours, almost violent, with overlapping transparencies is very interesting.

Having supernatural powers, we do a foresight. In about a year, four months and sixteen days I will see your works, which, while remaining abstract, will be completely different but equally interesting.

Do you have a "value added", your name is on everyone's lips: PEACE!”



IMPERMANENZA, di Fausto Fiume, Galleria Fidia, febbraio 2010, Roma

La Galleria FIDIA presenta a Roma una selezione di opere di Joseph Pace che nei prossimi mesi si potranno vedere esposte al Museo del Parlamento di San Paolo del Brasile. I suoi dipinti affascinano per la brillantezza della loro superficie e per la loro prorompente eleganza cromatica.

L’arista, che espone dal 1985 in Francia, Spagna, Brasile, Germania e Italia, si serve di una vernice commerciale che applica su tela, legno o vetro talvolta senza lasciare traccia di pennellate, dove superfici di colore e linee monocrome si incontrano con una brillantezza che evoca il colore ancora fresco rispecchiando l’impermanenza dell’ambiente e dell’osservatore.

Joseph Pace, nato a Morbegno, Sondrio, nel 1959, si forma artisticamente a Roma dove vive e lavora; studi giuridici e sociali alla Sorbonne di Parigi ed alla Sapienza Roma, si specializza in psychological counseling. A Parigi, verso la metà degli anni ottanta, fonda “le Filtranisme”, una corrente e filosofica ed artistica con una visione globale della vita che segna il suo passaggio dal figurativo all’informale.

Pace, che inserisce volutamente irregolarità nei suoi dipinti, riduce al minimo le sue rappresentazioni figurative sia per i ritratti che per gli animali, a tal punto da costringere l’osservatore a ricostruire i contorni e le forme con l’immaginazione. Contemporaneamente, tuttavia, realizza quadri dove le pennellate di colore si mescolano e si confondono a formare un orizzonte confuso e denso. Talvolta, su questo orizzonte virtuale distende, decise e nette, strisce verticali di colore rosso puro.









2009 - press - clipping - catalogues


INCONTRI D'AUTORE: Joseph Pace, di Efrem Bovo, Giornal d'Autore, Giornal.it, dicembre 2009, Alessandria

Mosaici e olio su tela le opere espressive di due artisti incontrati alla Galleria Clio in via Legnano - Alessandria dove la Gallerista Leila Bottarelli, tra una visita e l'altra, disegna e cuce borsette utilizzando ora una manica di un golf, ora la chiusura realizzata con un orecchino, ora un pezzo di stoffa impreziosito da un braccialetto o da un pezzo di vecchia cravatta che rifinisce i bordi.

Insomma l'arte è di casa e anche l'ospitalità ed è per questo che ci samo intrattenuti con gli artisti per ragionare di creatività. Joseph Pace ne ha molta. E' partito alla metà degli anni 80 con un' esperienza parigina ed oggi, cinquantenne romano, si dedica a tempo pieno alla sua passione: dipingere. Sono atmosfere che riportano alla memoria scorci di vita, come quando alla lavagna scrivevamo le nostre espressioni. Chi è l'artista? "E' quello che lo è e non quello che lo fa vedere. A Parigi un mio vicino si dedicò a raccogliere oggetti e li accatastava, la sua casa era diventata un'opera d'arte della propria vita e non era necessario farsi vedere..."




Joseph Pace, Wapedia España, Pintores de Italia del siglo XX, España, 2009


Biografía

Su formación juvenil se desarrolla en Zaire, Africa. Gracias a una familia a la vanguardia de las novedades intelectuales, se acerca a la pintura respaldado por su tío Antonio Cardile, artista de la Escuela Romana, que le enseñó los primeros conocimientos técnicos.

A mediados de los años 80’, mientras completa su formación en la Sorbona de París, conoce a André Glucksmann, uno de los pioneros de la “nouvelle philosophie”, que le instruye sobre la retorica de las ideologías. En esos años, “sur la rive gauche”, en el Café de Flore Joseph Pace funda junto con el médico Jean-Marc Mayenga y el poeta Pablo María Landi, una corriente artística y filosófica llamada “le Filtranisme”. Le Filtranisme se distingue por su visión global de la vida y por haber llevado, fuera de cualquier espíritu “movimentista”, al hombre al centro del universo. La visión de la vida de este grupo marcará desde el inicio su trabajo hacia lo informalismo.

De vuelta a Italia, encuentra el movimiento de la transvanguardia. En los años noventa, concluido el periodo figurativo, escoge con decisión la vía del informalismo pero también del action painting y del pop art. Joseph Pace, en una entrevista concedida en 2008 a Equitazione&Ambiente (Encuentro con Joseph Pace), concuerda con aquello que decía Emilio Vedova, declarando que no soportaba el calificativo de “artista informalista”. Pese a reconocer la influencia de Pollock, Hans Hartung, Cy Twombly, di Afro, Mario Schifano y Emilio Vedova en nuestro tiempo, Pace considera que su recorrido va más allá de ese período del arte. Sus obras suelen ser criticadas porque huyen de cualquier tentación social y ponen en escena “la universalización del pensamiento inconsciente”, la vida cotidiana hecha de las pulsiones de héroes inconscientes. En el año 2007, la historiadora de arte contemporáneo Mariastella Margozzi utilizó para Joseph Pace la definición de artista “informalista y Filtranista”.

La continua búsqueda de Joseph Pace se manifiesta de manera casi constante por ciclos temáticos: en sus inicios con los “Paysages Filtranistes” dedicados a la relación entre hombre y naturaleza (1985-1990); después con el ciclo de “Las Maderas” (1990-1994); en la mitad de los años noventa se ubican las dieciocho pinturas, las incisiones y los estudios de “Factor C”; desde 1999 está en curso la serie “IDM – Irremobilidad de la Memoria”. La última serie de pinturas se titula “Atons”.



Bibliografía

• 2009 – E. BOVO, Joseph Pace – www.Giornal.it, Giornal d’Autore, Alessandria, Italy • 2009 – J. PACE, Lettera di incoraggiamento ai giovani artisti - Equitazione&Ambiente - Arte Roma, Italy • 2009 – M. FERRI, Artisti a Roma: Joseph Pace - “Quattrocchi”, Arte, Roma, Italy • 2009 – M. SMOCOVICH, Arte per Otto: la collettiva - “Il Messaggero”, Arte e Cultura, Roma, Italy • 2009 – P. NOBILI, La Mostra, Arte Cultura e Società - Non Solo Arte,. Roma, Italy • 2009 – ROMA C’E, ArteXOtto, Miscellanee - Roma, Italy • 2009 – B. RECCHILONGO, ArtexOtto - Galleria Andrè - Roma • 2008 – M. MARGOZZI e P. PROCOPIO – Catalogo: Joseph Pace dalle cose al sopravvento del colore, opere dal 2000 al 2008 - Tibercopia Roma, Italy • 2008 – J. PACE, Equitazione&Ambiente – Art: Crash - Roma, Italy • 2008 – P.M. LANDI – Annuario d’Arte Moderna, Joseph Pace - Acca in Arte Roma, Italy • 2008 - M. PARIS, Intervista a Joseph Pace, Equitazione&Ambiente - Art, Roma, Italia • 2008 – L. BOTTARELLI, Crash, opere di Joseph Pace, Comunicato Stampa - Galleria Clio, Alessandria • 2008 – M. MARGOZZI, M. FERRI, Crash - Galleria Clio, Alessandria, Italy • 2007 - ARTE&ARTE, Joseph Pace, l’Irremovibilità della Memoria - Acca in Arte, Italy • 2007 - M. BISEGNA, Quando le geometrie della memoria diventano arte - ISIS Art News • 2007 - M. MARGOZZI, Joseph Pace: L’irremovibilità della memoria - Centro d’Arte La Bitta, Roma, Italy • 2007 – M. FERRI, Le Filtranisme - Centro d’Arte La Bitta, Roma • 2007 – C. RUVO, Quando l’irremovibilità della memoria diventa arte – www.I Fatti.com, Roma, Italy • 2006 – J. PACE, L’uomo è un filtro? – Equitazione&Ambiente - Art, Italy • 2002 - M. FERRI, Contras - Il Busto Mistero - Alba, Italy • 1999 – C. SPERANZA, Colors - Galleria Clio - Alessandria, Italy • 1998 – G. CONTE, Joseph Pace: Fenêtres - Galleria Valeno, Lucera, Italy • 1996 - P.M. LANDI, Joseph Pace: Deducir - Galerìa de Arte Munoz, Madrid, Spain • 1994 – P. PROCOPIO, Windows - Centro d’Arte La Bitta, Roma, Italy • 1992 – P.M. LANDI, Joseph Pace - Expòsicion Universal de Sevilla, Sevilla, Spain • 1992 - J.M. CORTEZ, Trosos de Queso - Galerìa Felez, Barcelona, Spain • 1988 - P.M. LANDI, Joseph Pace - Galerie d’Art Hulot, Paris, France

ARTISTI A ROMA: Joseph Pace, di Mascia Ferri, “Quattrocchi su Roma”, Arte, ottobre 2009

Joseph Pace non merita non un testo generico. Il suo lavoro è pieno di dichiarazioni precise, meditate e di necessità espresse. Mai utilizza il pretesto della polemica per trovare una propria collocazione: predilige l’azione, rifiuta la re-azione.

Pace è così interessato alle forme eterne della vita (le Idee) da non curarsi affatto dei mutamenti che avvengono intorno a lui. Se volessimo esagerare potremmo dire che l’artista rifiuta completamente il mondo sensibile e chiude gli occhi davanti a tutto quello che vede intorno per penetrare il mondo eterno delle Idee.

La sua potenza espressiva si manifesta attraverso la scoperta di qualcosa di eterno e di immutabile nonostante i cambiamenti umani. Le sue idee corrispondono al suo tratto, riflesso di qualcosa che esiste realmente nel mondo delle idee e di conseguenza nell’anima di ciascuno di noi; in un certo senso Pace si è assegnato la parte del Grande Inquisitore che mette in guardia noi spettatori con le nostre ragioni, da ciò che ci aspettiamo dalla pittura e dalla vita.

Joseph Pace, Morbegno, Sondrio, 1959, pittore e scultore, già accademico e counselor per la relazione di aiuto, fonda a Parigi, verso la metà degli anni ottanta, Le Filtranisme, una corrente filosofica ed artistica con una visione globale della vita. Vive lavora a Roma e a San Paolo del Brasile. Espone in Italia ed all’estero.





1° Festival Internazionale del Cinema di Ostia, ORME - Esposizione d'Arte, 3/7 giugno 2009, Ostia, Roma

La 1^ Esposizione d'Arte del Film Festival Internazionale del Cinema di Ostia, dal titolo - Orme - sarà aperta al pubblico da giovedi' 4 giugno a giovedi' 11 giugno, alla Biblioteca Elsa Morante di Ostia (la più grande biblioteca comunale, 2000 MQ su quattro piani, con vista sul mare). Il titolo della mostra - Orme - esprime la volontà di rimanere fedeli al Viaggio, tema generale del Festival. In esposizione saranno presenti le forme artistiche dell'elaborazione grafica, della video-arte, della fotografia, della pittura e del disegno.

Spirito della mostra è quello di unire varie opere di molteplici artisti, realizzate con tecniche differenti, dal cui connubio nasce un unicum in cui lo spettatore potrà perdersi, in un viaggio nel Viaggio. ORME, rimanendo fedeli al tema generale del festival, è un'esposizione fotografica, d'arte pittorica, video e opere realizzate con tecnica mista a cura di Hot-Dog LAB.

Artisti: Marcello Avenali (1912-1981), Silverio Blasi (1923-1995), Joseph Pace (1959), Roggero Dugoni (1943), Francesca Fini (1970), Riccardo Ghilardi (1971), Jackie Guarra (1946), Hot-Dog LAB (2007), Debora Muraro (1973), Nicolaj Pennestri (1974), Mario Consiglio (1968), Claudio Coccoluto (1962), Cristiano Cesolari(1977)


Marcello Avenali (1912-1981)

Ovvero mezzo secolo di pittura e di ricerca intorno alla pittura. L'epoca ed il gusto del tempo inseriscono Avenali nella schiera degli artisti incaricati di decorare edifici pubblici e non vi è dubbio che la suggestione alla esperienza muralista iniziata negli anni '40 sia accompagnata dalla sua profonda ammirazione per l'opera intellettuale ed artistica di Mario Sironi che Avenali conoscerà a Cortina nel 1950 e con il quale intratterrà sempre un rapporto di salda amicizia. L'adesione spirituale alla Scuola Romana, le frequentazioni con gli artisti che come lui avevano studio a Villa Strohl-Fern conducono Avenali in quegli anni ad una pittura più tonale, su una campitura cromatica più larga e su un effetto più espressionista (Case tra gli alberi, 1949). La partecipazione alla VII edizione della Quadriennale di Roma de 1955-56 vede l'Artista giungere ad un "realismo post- cubista, tutto in bilico tra realtà ed astrazione" (L. Trucchi). Iniziano negli anni'60 le prime prove dell'uso del collage di carta, nei quali Avenali si abbandona a giochi compositivi di grande suggestione che negli anni '70 raggiungono una nuova tappa creativa, con i famosi ritagli di stoffa e carta incollati e tenuti insieme da punti metallici (Senza titolo, 1970). Le sempre nuove sperimentazioni non fanno tuttavia dimenticare all'Artista la figura, di nuovo esaltata in grandi e piccole composizioni. Si giunge così all'ultimo periodo della vita dell'Artista quando, abbandonata la sperimentazione materica, egli si concentra sulla figura femminile, vista come indispensabile compagna di vita e al tempo stesso come temibile allegoria di depravazione e disfacimento fisico.

Silverio Blasi (1923-1995)

Regista e attore, è stato uno tra i primi registi della Televisione Italiana. Ha firmato oltre duecento lavori per la Rai in trent'anni di attività come Piccolo Mondo Antico, Vita di Michelangelo e Caravaggio, entrambi con Gian Maria Volontè, Le Terre del Sacramento, Il Fauno di Marmo con Orso Maria Guerrini, Come un uragano. Il successo che lo ha consacrato è Eleonora, lo sceneggiato del 1974 con Giulietta Masina, scaturito da un'idea di Tullio Pinelli e Federico Fellini.

Joseph Pace (1959)

Si forma artisticamente a Roma. Vive tra Roma, Parigi e il Brasile. Studi giuridici e sociali a Parigi, verso la metà degli anni Ottanta al Café de Flore fonda, con il poeta Pablo Maria Landi e il medico Jean-Marc Mayenga, le Filtranisme, una corrente artistica e filosofica neo-esistenzialista con una visione globale della vita. Negli anni Novanta il suo passaggio dal Figurativo all'Informale coincide con l'incontro con il sociologo e pittore americano Kurt H. Wolff. L'artista è intimamente legato all'Informale all'Action Painting come pure alla Pop Art […].










2008 - press - clipping - catalogues


CRASH, di Leila Bottarelli, Galleria Clio, settembre 2008, Alessandria

La galleria Clio apre la stagione espositiva con una mostra significativa dedicata all’artista Joseph Pace.

Dopo un periodo dedicato al figurativo, negli ultimi anni Joseph Pace approda all’astrazione informale con una produzione di opere dedicate alla memoria, concetto cardine della filosofia Filtranista da lui fondata negli anni ottanta a Parigi. CRASH è l’evoluzione della pittura di Joseph Pace che fa i conti con una sorta di impazienza del fare, dove il colore ha spesso il sopravvento su qualsiasi “forma”: CRASH, appunto.


ARTEXOTTO, di Marcella Smocovich, Il Messaggero Arte e Cultura, 7 gennaio 2008, Roma

La Galleria André è una galleria che non smette di proporre mostre collettive per svelare ai romani i talenti artistici che vivono nella Capitale. Così dopo varie kermesse ed iniziative la galleria André (via Giulia 175, tel. 066861875) inaugura il 15 gennaio, alle 18, una nuova collettiva intitolata “ArteXOtto”, che si inserisce nel programma ”Sceglieteli da soli”, dove artisti emergenti trovano spazio. Si tratta questa volta di otto pittori che in comune hanno una vocazione cosmopolita, il gioco del colore e dei segni e che sfuggono da elementi figurativi per proporre linee e forme assolutamente nuove. Alcuni di loro sono anche scultori e sperimentatori di tecniche. Sono Claudio Angeloni, Otello Casagrande, Beatrice Cignitti, Laura Grosso, Venanzio Manciocchi, Rosa Madonna, Joseph Pace e Serge Uberti.

Tra loro spiccano Joseph Pace, classe 1959, che sembra avere un’impazienza del fare e i suoi colori hanno il sopravvento su qualsiasi “forma”. È notissimo, specie ai clienti di un hotel della Capitale che vedono esposte lì le sue opere, e ora si propone a diversi collezionisti […].




ARTEX8, di Benito Rechilongo, Galleria André, gennaio 2008, Roma

La Galleria André inaugura il Nuovo Anno con una mostra di otto artisti già noti, Claudio Angeloni, Otello Casagrande, Beatrice Cignitti, Laura Grosso, Venanzio Manciocchi, Rosa Madonna, Joseph Pace e Serge Uberti, anche se non ancora famosi.

Vivono a Roma e praticano l’arte con stili diversi, ma con un elemento in comune: sono tutti pittori o scultori nel senso tecnico del termine, usano cioè matite, pennelli e colore, plasmano la materia, convinti che il mezzo più antico e più semplice (più “povero” verrebbe da dire) sia ancora capace di esprimere ricerche nuove e un’interpretazione “contemporanea” del mondo e della vita.

Un altro elemento li accomuna: le loro opere non intendono comunicare “messaggi” ideologici , denunce, utopie, palingenesi, ma non sono neppure eleganti pannelli decorativi che fanno scena nelle case alla moda, elementi d’arredo, seppure di gran classe. Ciascuno a suo modo, questi otto pittori e scultori si propongono di dare “forma autentica” ad un modo di sentire e di vedere le cose, ad una situazione esistenziale hic et nunc.



INCONTRO CON Joseph Pace, intervista di Marcello Paris, Equitazione&Ambiente, luglio 2008, Roma

Joseph Pace è seduto con me, nella splendida cornice del roof-garden del La Griffe Hotel a Roma. Mi ha accolto con un ampio sorriso festoso e un largo gesto della mano, quasi una rincorsa prima di stringere la mia. Risponde alle mie domande con interesse immediato. Forse con me è disposto ad indulgere: ammette che io possa incontrare qualche difficoltà nel comprendere. Comunque, non si stanca di ripetersi, di chiarire, anche se insisto sul medesimo punto.

Quando viene servito il caffè, avevo compreso che avevo davanti a me un uomo aperto, autentico, senza pose; veramente innamorato della Pittura, unica passione ed unica realtà della sua vita.


Ci può dire come ha iniziato?

L’incontro con la gallerista Gabriella Lombardi, già collaboratrice dello STUDIO ERRE di Renata Avenali, e con la storica dell'Arte Contemporanea Maristella Margozzi, è stato molto significativo.

Maestro, può spiegare al nostro pubblico come lavora?

Non parto mai da bozzetti o schizzi. Dipingo, direttamente. Per terra se la tela è molto grande, se no su un grande tavolo nel mio studio. Orizzontalmente. Talvolta salgo su una scala alta per vedere meglio. Dall’alto.

Con che cosa dipinge?

Uso il pennello, ma anche scelgo la spatola oppure oggetti ordinari come forchette, cacciaviti, un pettine, il dorso del pennello o dei legni. Poi faccio colare direttamente il colore sulla tela, sul pennello o su ciò che ho scelto. Mi piace la liquidità del colore. Preparo le emulsioni. Non diluisco quasi mai se non lo stesso indispensabile. Mi piace la densità del colore. Nelle emulsioni talvolta inserisco elementi comuni come la carta o altri corpi ancora come iuta, stoffa, corda, sabbia. E’ una sfida continua riuscire a piegare i materiali alla propria esigenza interiore.

Quanto è importante la tecnica nel suo lavoro?

Un buon risultato non può che venire da quello tecnico. Ho sempre avuto fasi di sperimentazione e di ricerca. Ho bisogno di tempo per modificare i materiali che devono combinare con quanto ho da dire. Poi la tecnica me la trovo io nel buttare fuori quello che ho da dire dentro. Mi piace sperimentare. Ma non improvviso, sono abituato alla ricerca; non ho mai avvertito la tecnica come limitante. Tutt'altro.

Che significato ha per lei la pittura informale?

Le pulsioni dell’inconscio sono gli elementi fondanti dell’arte contemporanea occidentale. Credo che un pittore debba esprimere il proprio tempo, seguendo le tecniche del proprio tempo, secondo un preciso percorso di ricerca. Concordo con Emilio Vedova che mal sopportava la qualifica di artista informale: l’influenza di Pollock, Hartung, Twombly, della Pop Art, di Afro, Schifano, Vedova sul nostro tempo è certa. Superato anche il periodo della Transavanguardia, ritengo che il mio percorso sia oltre quelle stagioni dell’arte.

Oltre ai graffiti, uno dei suoi strumenti di ricerca è il collage.

Nei graffiti esprimo “strutture significanti” come note musicali, pentagrammi, figure geometriche o ipotetici alfabeti alfanumerici. Nel collage mi interessa soprattutto la selezione dei materiali: un sacco di iuta, un foglio di giornale, uno straccio, la carta da pacchi, una tela già lavorata. Nel collage è il “medium”, il sacco, la carta, la tela, la corda o la stoffa, che diventa “significante”; è la struttura che connette.

Che significato hanno quelle strisce verticali rosso lacca delle sue ultime opere?

Si dice bene quando le si descrivono come latenza, “linee di separazione tra l’io e ciò che sta oltre: pensieri, emozioni, ricordi. Non sbarre, ma cesure”. Mi riferisco a Mariastella Margozzi.

Le riescono sempre i suoi quadri?

Quando un quadro non mi riesce, è quello a cui mi affeziono di più. Poi decido. Intervengo e lo rifaccio.

I suoi programmi futuri?

Per quest’anno ho ancora in programma due personali: una a Pescara a settembre alla Galleria Arte Pega e l’altra per fine ottobre ad Alessandria alla Galleria Clio.

E per il 2009 ?

Due mostre a San Paolo del Brasile e un'altra in Giappone a Tokio. Poi si vedrà.









2007 - press - clipping - catalogues


ANTONIO CARDILE, Joseph Pace, WIKIPEDIA ITALIA, Categoria Pittori, Scultori e Incisori Italiani del XX Secolo, Wiki Libera Enciclopedia, Italia, novembre 2007


Antonio Cardile (Taranto, 26 febbraio 1914 – Roma, 9 dicembre 1986) è stato un pittore, scultore e incisore italiano. Diplomatosi nel 1936 all’Accademia delle Belle Arti di Firenze con Felice Carena e l'incisore Celestino Celestini, operò inizialmente esponendo nelle Mostre Sindacali. Durante il periodo bellico, dopo una dolorosa prigionia di guerra, arrivò a Roma dove aderì alla Scuola Romana.

Negli ultimi anni della sua vita avvia alle Arti Figurative il nipote, l'artista Joseph Pace [...].



L'IRREMOVIBILITA DELLA MEMORIA, di Mariastella Margozzi, Galleria La Bitta, ottobre 2007, Roma


Dipingere è esigenza dello spirito e necessità dell’intelletto. Dentro una tela dipinta si nasconde, anche nel caso non lo sembri, un universo di motivazioni e significati profondi, che scaturiscono con l’urgenza di un fiume in piena da un inconscio e da una complessità di pensiero non più contenibili o per i quali l’artista cerca una possibilità di comunicazione verso l’esterno, che sia anche condivisione e universalizzazione del pensiero inconsapevole.

Questa è la pittura di Joseph Pace: una grammatica di segni potenti, una scelta di colori forti, dati spesso a corpo, che in alcune tele non sembrano volersi combinare a formulare una ipotesi di sintassi, bensì preferiscono affiancarsi strettamente gli uni agli altri per tessere trame di estrema semplicità, sebbene complicate dai toni alternativamente accesi e cupi dei colori. Le “finestre”, tuttavia, sottendono quel diaframma tra mondo interiore e mondo esterno che, nella teoria filosofica Filtranista, elaborata da Pace in sede teorica ormai una ventina d’anni fa, è l’uomo nella sua capacità di pensare, sentire ed essere appunto “filtro” di tutto ciò che c’è o è stato intorno a lui.

Soprattutto nelle opere più recenti, invece, questa grammatica di segni si fa più gestuale, più impaziente e riesce così ad organizzarsi in una sintassi sì complessa ma che, tuttavia, diviene vero e proprio linguaggio espressivo. C’è chiaramente un “prima” e un “dopo” in quelle che ora, piuttosto che disposizioni bidimensionali di segni, divengono composizioni di immagini informali. C’è un “davanti” e un “dietro”, c’è insomma un percorso mentale che si accompagna alle pulsioni più intime del fare artistico e che cerca di veicolare le tensioni emotive attraverso segni ormai estremamente “significanti”. Essi dicono della memoria e del suo srotolarsi infinito nella coscienza umana; dicono della gioia di esserci e della sua consapevole intermittenza; dicono dei drammi della storia, passata e futura, e del loro portato di angoscia e impazienza. Sembra solo felicità di colori e forza di segni, la pittura di Pace; essa nasconde, invece, l’ironia di poter esprimere in modo “elementare” la complessità del pensiero sull’esperienza dell’esistere.



LE Filtranisme, di Mascia Ferri, Galleria d'Arte La Bitta, ottobre 2007, Roma

Verso la metà degli anni ottanta alcuni artisti italiani, adottati dalla capitale francese, ripercorrono criticamente il vissuto intellettuale del loro paese d’origine, l’Italia degli Anni Settanta. Lo spessore del vissuto comune e una ricerca di riscatto tutta individuale danno vita a una sensibilità filosofica di cui Joseph Pace, Pablo Maria Landi e Jean-Marc Mayenga ne sono la massima espressione parigina.

Al Café de Flore, luogo d’incontro dei tre artisti, si sviluppa un dibattito in cui emerge la necessità per l’uomo di collocarsi in un centro ed al contempo, alla base dell’esistenzialismo, dei nouveaux philosophes, e dell’interdisciplinarietà epistemologica della scuola di Palo Alto, che già avevamo avuto modo di conoscere attraverso Jean-Paul Sartre, Bernard-Henry Lèvy e Gregory Bateson.

Ma le Filtranisme riconosce all’uomo la possibilità di riappropriarsi della capacità di essere “terzo” rispetto al vissuto, grazie a un’abilità tutta intellettuale di saper fungere da filtro, lasciando cadere quei sedimenti, che pur costituiscono la base della nostra personalità, e al contempo, facendo emergere le parti di una vita che va sempre interpretata come centro catalizzatore.